Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Spagna si è concluso con un imprevisto tanto insolito quanto raro. L’Airbus A320 di Iberia che avrebbe dovuto riportare il Pontefice da Tenerife a Roma è stato infatti fermato poco prima della partenza a causa di un problema tecnico che ha impedito il decollo. L’episodio si è verificato all’aeroporto di Tenerife Nord, ultima tappa di una visita che aveva toccato Madrid, Barcellona, Gran Canaria e Tenerife. Dopo l’imbarco e le procedure preliminari alla partenza, il volo è stato cancellato e il Papa è stato costretto a lasciare l’aeromobile.
Per consentire il rientro del Pontefice, il Re Felipe VI ha messo a disposizione un Dassault Falcon 900 del Gruppo 45 dell’Aeronautica spagnola, già presente nelle Canarie per le attività di supporto istituzionale. L’aereo è decollato da Tenerife alle 18:09 locali con destinazione Roma.

A bordo del business jet hanno trovato posto soltanto una quindicina di persone: i collaboratori più stretti del Papa e alcuni alti funzionari della Santa Sede che lo hanno accompagnato durante l’intero viaggio. La limitata capacità del Falcon ha reso impossibile imbarcare l’intera delegazione vaticana e il gruppo di giornalisti accreditati.
Per questo motivo Iberia ha organizzato l’invio di un Airbus A321 da Madrid verso Tenerife. Il velivolo avrà il compito di recuperare il resto della delegazione e gli oltre ottanta operatori dell’informazione che avrebbero dovuto viaggiare sul volo papale originario.
L’aereo coinvolto nell’inconveniente è l’Airbus A320-214 marche EC-MDK, consegnato a Iberia nell’ottobre 2014. Al momento non esiste una spiegazione ufficiale dell’accaduto, ma dalle prime indiscrezioni provenienti dall’equipaggio emergerebbe un quadro meno allarmante di quanto possa sembrare.
Secondo fonti della compagnia, l’aeroporto di Tenerife Nord rappresenta da sempre uno degli scali più complessi della rete spagnola dal punto di vista meteorologico. Situato in una zona particolarmente esposta ai venti atlantici, può registrare raffiche intense e turbolenze anche nelle fasi a terra. Proprio il vento avrebbe creato difficoltà durante le operazioni precedenti al decollo.
Le stesse condizioni erano già evidenti durante la cerimonia di saluto. Il tappeto rosso posizionato davanti alla scaletta dell’aereo è stato più volte sollevato dalle raffiche, costringendo il personale aeroportuale a fissarlo nuovamente al suolo. Anche diversi zucchetti indossati da membri del clero presenti sulla pista sono stati trascinati via dal vento.
Le fonti di Iberia sottolineano inoltre che l’aereo aveva recentemente completato una regolare ispezione di manutenzione e che non risultavano anomalie particolari prima dell’evento. Alcune ricostruzioni parlano di un problema legato ai motori durante le procedure di partenza, potenzialmente influenzato proprio dalle condizioni meteorologiche, ma si tratta al momento di informazioni non confermate.

L’episodio resta comunque estremamente raro nella storia moderna dei viaggi papali. Non è però il primo inconveniente aeronautico a coinvolgere un Pontefice.
Nel 1990 Giovanni Paolo II fu costretto a effettuare uno scalo non programmato a Malta a causa di problemi tecnici durante un volo internazionale. In un’altra occasione lo stesso pontefice effettuò un atterraggio imprevisto in Sudafrica, allora ancora sotto il regime dell’apartheid, per ragioni legate alla sicurezza del volo. Nel 1986, invece, una forte nevicata impedì a Karol Wojtyła di raggiungere Roma al termine di un viaggio in India. Il Papa atterrò a Napoli e completò il rientro nella capitale italiana in treno.
La differenza, questa volta, è che l’inconveniente si è verificato prima ancora del decollo e ha costretto a riorganizzare completamente il rientro della delegazione vaticana. Un evento insolito che difficilmente verrà dimenticato dagli uomini della sicurezza papale, dall’equipaggio Iberia e dai molti giornalisti che si sono ritrovati improvvisamente bloccati alle Canarie.
The Flying Guru
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