E anche TAP Air Portugal si privatizza

Il presidente portoghese Marcelo Rebelo de Sousa ha firmato il decreto che autorizza la privatizzazione parziale di TAP Air Portugal, aprendo un capitolo decisivo nella storia del vettore nazionale. Il piano, elaborato dal governo, prevede la cessione del 49,9 % delle azioni: il 44,9 % a investitori istituzionali e il restante 5 % ai dipendenti della compagnia.

Gli investitori avranno sessanta giorni per completare la fase di prequalifica e altri novanta per presentare un’offerta non vincolante. I nomi in corsa sono tre colossi dell’aviazione europea: Lufthansa Group, Air France-KLM e International Airlines Group (IAG). Per il governo l’obiettivo è chiaro: recuperare i 3,2 miliardi di euro investiti per salvare TAP durante la pandemia, garantendo al contempo che la compagnia resti sotto controllo pubblico, con lo Stato che manterrà il 51 % del capitale.

La scelta di procedere alla vendita segna un cambio netto rispetto al 2023, quando lo stesso presidente Rebelo de Sousa aveva posto il veto a un’operazione che avrebbe comportato la cessione di oltre la metà delle azioni. Allora il timore riguardava la trasparenza del processo e la capacità dello Stato di mantenere influenza su un asset strategico per la connettività del Paese. La svolta è arrivata dopo le elezioni del maggio 2025, quando il nuovo esecutivo ha deciso di accelerare sulla privatizzazione, modificandone però i termini per garantire una maggioranza pubblica.

TAP occupa oggi una posizione quasi unica nel panorama europeo: è l’ultima grande compagnia di bandiera rimasta realmente indipendente e non inglobata in uno dei grandi gruppi continentali. Questa condizione, che da un lato le ha permesso di restare un simbolo nazionale e un pilastro della connettività portoghese, dall’altro l’ha progressivamente esclusa dai circuiti di crescita e consolidamento che hanno ridisegnato l’aviazione europea negli ultimi vent’anni. Senza il sostegno di sinergie operative, finanziarie e commerciali proprie di un gruppo, TAP ha potuto espandersi solo in ambiti specifici, mantenendo il ruolo di ponte privilegiato verso il Brasile, i Paesi africani lusofoni e alcune destinazioni nordamericane, ma senza una presenza significativa nel resto del continente.

Il governo portoghese ha indicato che il partner prescelto dovrà non solo preservare il marchio e l’identità della compagnia, ma anche sviluppare la rete e la flotta, potenziare l’hub principale di Lisbona e le basi di Porto e Faro, e consolidare i collegamenti verso le aree strategiche, in particolare il mercato lusofono. La sfida sarà trovare un equilibrio tra l’interesse nazionale e le logiche di mercato che inevitabilmente entreranno in gioco con l’ingresso di un grande gruppo.

Le tre potenze aeree in corsa offrono scenari diversi. Lufthansa Group, negli ultimi anni, ha ampliato il proprio portafoglio inglobando Brussels Airlines, Austrian, SWISS e ITA Airways, ed è considerata una delle favorite. Air France-KLM ha espresso più volte interesse, sottolineando la volontà di rispettare le peculiarità di TAP, mentre IAG, che controlla British Airways, Iberia e Aer Lingus, vede nella compagnia portoghese un’opportunità per rafforzare la propria presenza in Sud America.

Sul fronte economico, TAP arriva alla privatizzazione in uno dei momenti più solidi della sua storia recente. Nel 2024 ha registrato un utile netto di 53,7 milioni di euro, il terzo anno consecutivo in positivo, e ricavi operativi record per 4,24 miliardi, superando ampiamente i livelli pre-pandemia. Ha trasportato 16,1 milioni di passeggeri, pari al 94 % dei volumi del 2019, con un load factor in crescita e una rete che copre 88 destinazioni in 31 Paesi. La flotta, interamente composta da Airbus nella mainline, è affiancata dagli Embraer della controllata TAP Express.

Il processo di vendita, suddiviso in più fasi, dovrebbe concludersi a metà 2026 con l’annuncio del partner scelto. Tuttavia, l’operazione potrebbe incontrare ostacoli, dalle verifiche antitrust europee a eventuali richieste di chiarimenti o contrasti politici interni.

Questa privatizzazione non rappresenta solo un passaggio finanziario: segna il possibile ingresso dell’ultima grande compagnia indipendente europea nell’orbita di uno dei grandi gruppi che oggi dominano il settore. Per TAP e per il Portogallo sarà un momento di svolta, capace di ridefinire il ruolo del vettore nell’aviazione continentale e di determinare se il suo futuro sarà quello di un campione nazionale autonomo o di un tassello in una strategia industriale più ampia.

The Flying Guru

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