Spirit Airlines sul filo del rasoio

A soli cinque mesi dall’uscita dal Chapter 11, Spirit Airlines potrebbe non avere liquidità sufficiente per sopravvivere oltre i prossimi 12 mesi

A soli cinque mesi dall’uscita dalla procedura di bancarotta controllata (Chapter 11), Spirit Airlines avverte gli investitori che potrebbe non avere liquidità sufficiente per sopravvivere oltre i prossimi 12 mesi. La dichiarazione è contenuta nei documenti depositati alla SEC, in cui la compagnia parla apertamente di “sostanziali dubbi” sulla continuità aziendale.

Nel secondo trimestre 2025, Spirit ha registrato 1,02 miliardi di dollari di ricavi, in calo del 25,5 % rispetto agli 1,28 miliardi dell’anno precedente. La perdita netta è salita a 245,8 milioni, contro i 192,9 milioni del Q2 2024. Le disponibilità di cassa si sono ridotte a poco più di 407 milioni di dollari, quasi la metà rispetto a fine 2024.

Il management imputa la crisi a due fattori principali: una domanda interna debole per i voli leisure e un mercato domestico eccessivamente saturo, che ha spinto verso il basso le tariffe medie.

Alle difficoltà di mercato si aggiungono problemi tecnici ai motori Pratt & Whitney montati su gran parte della flotta A320neo, che hanno costretto a lasciare a terra numerosi aerei. La compagnia ha reagito riducendo la capacità estiva del 26%, mettendo in furlough circa 270 piloti e retrocedendo 140 comandanti al ruolo di primo ufficiale.

Per tentare di invertire la rotta, Spirit sta valutando la vendita di asset come aeromobili, immobili e slot aeroportuali, ed ha introdotto una nuova offerta Premium Economy per aumentare i ricavi per passeggero. Tuttavia, la società avverte che senza nuovo capitale rischia di non rispettare i covenant finanziari e di perdere accordi chiave, come quello con il processore delle carte di credito, che ha già richiesto garanzie aggiuntive.

Il titolo Spirit ha perso oltre il 40% in borsa dopo l’annuncio, mentre i concorrenti diretti come Frontier hanno beneficiato di un effetto rialzo. La compagnia si trova oggi in una posizione vulnerabile, aggravata dal fallimento della fusione con JetBlue e dal rifiuto di un’eventuale offerta di Frontier nel 2024.

La sopravvivenza di Spirit dipenderà dalla capacità di raccogliere fondi in tempi rapidi e di concentrarsi su rotte ad alta redditività. Senza un intervento immediato, il marchio giallo che ha segnato il low-cost statunitense rischia di scomparire dal cielo molto prima di quanto i passeggeri si aspettino.

The Flying Guru

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