Nel 1970 il trasporto aereo internazionale operava ancora sotto l’ombrello protettivo degli accordi bilaterali post-Chicago, con tariffe concordate in sede IATA e rotte assegnate come concessioni governative. Gianrocco Tucci pubblica in quell’anno Economia del trasporto aereo internazionale, un testo (originariamente in spagnolo) che fotografa un settore alla vigilia di trasformazioni radicali, senza poterle prevedere.
Il mercato aereo come sistema regolato
L’impianto analitico del volume riflette la natura oligopolistica del trasporto aereo dell’epoca. Tucci esamina la struttura dei costi delle compagnie flag carrier, la formazione delle tariffe attraverso le conferenze IATA e il ruolo degli accordi bilaterali nella distribuzione dei diritti di traffico. È un’economia dove la concorrenza sui prezzi non esiste e la competizione si gioca su frequenze, servizio a bordo, network.
Il testo dedica attenzione particolare alla distinzione tra costi diretti (carburante, manutenzione, equipaggi) e costi indiretti (commerciali, amministrativi), una classificazione che resta valida ancora oggi nella contabilità delle compagnie aeree. Manca ovviamente qualsiasi riferimento a indicatori come il CASK (costo per available seat kilometer) nella forma attuale, ma l’approccio metodologico anticipa quella granularità analitica.
Limiti storici e valore documentale
Leggere questo volume nel 2024 richiede una calibrazione delle aspettative. Il Deregulation Act americano del 1978, la liberalizzazione europea degli anni Novanta, l’emergere dei low cost carrier: nulla di tutto questo era prevedibile nel 1970. Le previsioni di crescita del traffico, se presenti, vanno contestualizzate in un’era pre-crisi petrolifera.
Eppure il valore del testo sta proprio in questa fotografia di un sistema che non esiste più. Chi studia l’evoluzione dell’industria aerea trova qui le fondamenta concettuali su cui si è costruita (e poi smontata) la regolazione del settore. La struttura tariffaria a classi, il principio di reciprocità nei bilaterali, il concetto di “capacità concordata”: sono tutti elementi che Tucci spiega con chiarezza e che oggi sopravvivono solo in forma residuale.
Un testo per storici dell’aviazione commerciale
Non è un manuale operativo per chi lavora oggi nel revenue management o nella pianificazione network. È piuttosto un documento di storia economica, utile a comprendere perché il settore aereo ha resistito così a lungo alla concorrenza di mercato e quali erano le giustificazioni teoriche (economie di scala, servizio pubblico, interesse nazionale) per mantenerlo al riparo.
La pubblicazione in lingua spagnola dell’originale suggerisce un’attenzione particolare al mercato latinoamericano, dove le dinamiche di protezione delle compagnie di bandiera sono durate anche più a lungo che in Europa. Il volume di Tucci, ormai difficile da reperire, resta una testimonianza di come si pensava l’economia aerea prima che Southwest, Ryanair e la globalizzazione riscrivessero le regole.
The Flying Guru
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