La collaborazione internazionale LIGO–Virgo–KAGRA ha pubblicato GWTC-5.0, il nuovo catalogo delle onde gravitazionali osservate dal 2015 a gennaio 2025. Il bilancio arriva a 390 segnali confermati, di cui 161 emersi solo nell’ultima parte della quarta campagna osservativa, O4b.
I dati provengono dalla rete formata dai due interferometri LIGO negli Stati Uniti, da Virgo in Italia e da KAGRA in Giappone, strumenti progettati per misurare deformazioni infinitesimali dello spazio-tempo prodotte da eventi estremi come fusioni di buchi neri e stelle di neutroni.
Il risultato segna un passaggio importante per l’astronomia gravitazionale. La sola campagna O4 raccoglie circa il 75% di tutti gli eventi osservati finora, a conferma dei progressi tecnici introdotti sui rivelatori negli ultimi anni. Con un campione ormai vicino a 400 segnali, i ricercatori possono studiare su scala statistica le popolazioni di buchi neri, verificare con maggiore precisione la relatività generale e affinare strumenti cosmologici come la stima della costante di Hubble, ancora al centro di una delle principali tensioni della cosmologia.
Tra gli eventi più rilevanti c’è GW240615, osservato il 15 giugno 2024, generato dalla fusione di due buchi neri di circa 26 e 30 masse solari a oltre 3 miliardi di anni luce. Grazie alla rilevazione congiunta di LIGO e Virgo, la sorgente è stata localizzata in appena 6 gradi quadrati, il miglior risultato ottenuto finora. Un traguardo reso possibile anche dal ritorno operativo di Virgo nell’aprile 2024, fondamentale per la triangolazione delle sorgenti e per le campagne di astronomia multi-messenger con telescopi ottici e ad alta energia.
Il catalogo include anche GW250114, il segnale più nitido mai registrato, con un rapporto segnale-rumore di 76,9, prodotto dalla fusione di due buchi neri di 32 e 34 masse solari a oltre un miliardo di anni luce.
Questo evento ha permesso il test più accurato finora della relatività generale e una nuova conferma del teorema dell’area dei buchi neri di Hawking. Altri segnali, come GW241011 e GW241110, mostrano inoltre indizi di buchi neri di seconda generazione, probabilmente formati da fusioni precedenti in ambienti densi come gli ammassi stellari. L’analisi completa di O4 proseguirà fino al rilascio finale previsto entro dicembre 2026.
Foto in apertura: Kestrel (talk) su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).
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