La NASA ha pubblicato le immagini del cratere formatosi sulla Luna dopo l’impatto di uno stadio superiore esaurito di SpaceX Falcon 9. La cavità misura circa 18 metri di diametro e meno di 3 metri di profondità. Il corpo ha raggiunto la superficie il 5 agosto 2026. Le immagini sono state raccolte dal Lunar Reconnaissance Orbiter, LRO, tra l’11 e il 12 agosto, 6 giorni dopo l’impatto.
La sonda della NASA ha ripreso l’area con la Narrow Angle Camera, orientata verso il punto previsto durante ogni passaggio orbitale. LRO volava a circa 60 miglia, pari a 96 chilometri, dalla superficie e a una velocità al suolo di circa un miglio al secondo, 1,6 chilometri al secondo. L’operazione richiedeva una precisione elevata: un errore temporale di 10 secondi, in anticipo o in ritardo, avrebbe spostato il bersaglio di circa 10 miglia, oltre 16 chilometri.
La fotocamera può distinguere elementi grandi appena 3 piedi, poco meno di 1 metro. I tecnici hanno misurato il diametro analizzando le immagini nelle quali il bordo del cratere emergeva con maggiore nitidezza dal terreno circostante. La profondità è stata invece stimata dalla lunghezza dell’ombra proiettata dalla cavità.
Le misure confermano in parte le previsioni diffuse dalla NASA il 4 agosto 2026, alla vigilia dell’impatto. L’agenzia aveva stimato la formazione di un cratere largo circa 60 piedi, 18 metri, e profondo 12 piedi, quasi 3,7 metri. La profondità osservata appare quindi inferiore alla stima iniziale, mentre il diametro è in linea con le attese.
Le diverse condizioni di illuminazione durante i passaggi di LRO hanno mostrato 2 depositi di materiale espulso. Una coltre più scura si allarga dal cratere e deriva da materiale estratto da una profondità di circa 1,5 piedi, 45 centimetri. Secondo la NASA, questo strato ha subito per lunghi periodi l’azione del vento solare, dei raggi cosmici galattici e degli impatti di micrometeoriti. Più vicino al bordo compaiono invece raggi più chiari, prodotti dal materiale più fresco sollevato dagli strati inferiori del suolo lunare.

L’individuazione del punto d’impatto ha coinvolto anche osservatori indipendenti. Astronomi non legati alla NASA hanno ricostruito per primi la traiettoria dello stadio superiore utilizzando dati pubblicamente disponibili. Il Center for Near Earth Object Studies del Jet Propulsion Laboratory ha poi affinato i calcoli e trasmesso un punto d’impatto previsto al team della sonda sudcoreana Danuri.
Danuri ha fotografato il cratere poche ore dopo l’impatto con la camera LUTI. Le immagini hanno confermato che la previsione era accurata entro circa 0,6 miglia, poco meno di 1 chilometro. Il gruppo sudcoreano ha quindi inviato le coordinate al team di LRO, che le ha usate per programmare la sequenza di osservazioni. La NASA ha localizzato il centro del cratere a 19,4759 gradi di latitudine nord e 266,7138 gradi di longitudine est.
Lo stadio del Falcon 9 aveva lanciato il lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace il 15 gennaio 2025, nell’ambito dell’iniziativa Commercial Lunar Payload Services, CLPS, della NASA. L’agenzia attribuisce il ritorno non pianificato dello stadio verso la Luna all’attività solare e alle forze gravitazionali che hanno modificato la sua traiettoria.
La NASA ha ricordato che lo smaltimento controllato degli stadi superiori sulla superficie lunare è una pratica accettata e può rappresentare l’unica soluzione praticabile per alcune missioni in orbita lunare bassa.
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