Erano le 23:40 di domenica 23 marzo 2026 quando il volo AC8646, un Mitsubishi CRJ-900 operato da Jazz Aviation per conto di Air Canada Express, si trovava in fase di atterraggio sulla pista 4 dell’aeroporto LaGuardia di New York. Il velivolo, proveniente da Montréal con a bordo circa 72 passeggeri e quattro membri di equipaggio, ha colpito un mezzo Aircraft Rescue and Firefighting della Port Authority che si trovava sulla pista in risposta a un incidente separato. L’impatto è stato violento e senza margini di reazione: il pilota e il primo ufficiale sono morti nella collisione; 39 passeggeri e due vigili del fuoco sono stati trasportati in ospedale, e 32 di loro sono stati successivamente dimessi.
L’analisi preliminare dei dati di volo rilevati da FlightRadar24 restituisce la misura di quanto fosse alta la velocità al momento dell’impatto: il CRJ-900, pur in fase di decelerazione dopo il tocco della pista, ha colpito il mezzo antincendio a circa 90 nodi, corrispondenti a 167 chilometri orari. Non si è trattato di un urto marginale. Il muso del velivolo è risultato gravemente danneggiato; uno dei passeggeri, Jack Cabot, ha riferito che la cabina di pilotaggio era stata distrutta e che, in assenza di qualsiasi indicazione dall’equipaggio, i passeggeri si sono organizzati autonomamente per aprire le uscite di emergenza e abbandonare l’aereo.
LaGuardia, secondo aeroporto per traffico nell’area metropolitana di New York, è rimasto chiuso al traffico nella mattinata di lunedì. Le autorità hanno indicato la riapertura non prima delle 14:00 ora locale, per consentire lo svolgimento delle indagini sull’incidente. All’interno del Terminal B, i passeggeri in attesa hanno improvvisato giacigli di fortuna con i propri bagagli, in uno scenario che riflette, al di là dell’incidente specifico, lo stato generale di pressione in cui versano gli scali statunitensi in questo periodo.
Sul fronte istituzionale, la risposta è stata rapida su entrambi i lati del confine. Il National Transportation Safety Board ha annunciato il dispiegamento di un team investigativo, con la presidente Jennifer Homendy designata come portavoce sul campo; anche il Transportation Safety Board of Canada ha inviato propri investigatori a supporto delle indagini statunitensi. Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha confermato il coinvolgimento della FAA nell’operazione di supporto. Air Canada ha dichiarato di non essere ancora in grado di fornire dati definitivi sulle vittime e ha comunicato l’attivazione di un numero dedicato per i familiari dei passeggeri.
L’incidente riapre interrogativi strutturali sul sistema del controllo del traffico aereo statunitense. L’analista di aviazione Peter Goelz ha rilevato analogie con la collisione in volo del gennaio 2025 tra un velivolo regionale American Airlines e un elicottero militare nei pressi di Washington; la torre di controllo di LaGuardia è classificata tra le più complesse della rete FAA, con un indice di complessità di 11 su 12. I dati disponibili indicano livelli di organico prossimi agli obiettivi previsti, ma non escludono criticità operative nella turnazione: i controllori del traffico aereo in molti impianti lavorano ancora settimane di sei giorni con turni da dieci ore. Le circostanze precise che hanno portato il mezzo antincendio sulla pista attiva al momento dell’atterraggio del volo AC8646 restano al centro dell’indagine.
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