Quanto è stato puntuale un volo nel 2025?

Nel gennaio 2026, Cirium ha pubblicato la sua annuale On-Time Performance Review, il rapporto che da anni fissa il parametro di riferimento per la puntualità del trasporto aereo mondiale. L’edizione 2025 racconta un’industria che ha imparato a convivere con vincoli strutturali ormai permanenti: carenza di controllori del traffico aereo, chiusure di spazio aereo per ragioni geopolitiche, colli di bottiglia nella supply chain aeronautica, volatilità meteorologica crescente. Eppure, in questo contesto, alcune compagnie e alcuni aeroporti hanno raggiunto risultati che farebbero invidia a qualsiasi settore industriale ad alta complessità operativa.

Prima di entrare nei numeri, vale la pena capire perché il Cirium OTP Report abbia acquisito lo status di standard de facto nel settore. La metodologia si basa su oltre 600 fonti in tempo reale come autorità dell’aviazione civile, compagnie aeree, aeroporti, sistemi di prenotazione globali, dati ADS-B, tutto con una copertura minima del 90% dei voli effettivi per poter qualificare un operatore. Un volo è considerato puntuale se arriva o parte entro 15 minuti dall’orario programmato. Ogni mese vengono analizzati circa 3 milioni di movimenti a livello globale.

Il programma prevede categorie distinte per compagnie aeree (globali e per area geografica) e aeroporti (grandi, medi e piccoli, classificati per capacità di sedili annui). Un advisory board indipendente (formato da ex dirigenti di compagnie aeree, analisti del settore, ex direttori di Eurocontrol e accademici) revisiona i risultati prima della pubblicazione, garantendo un livello di indipendenza non comune nei ranking di settore.

Il 2025 è stato un anno strutturalmente difficile

Il CEO di Cirium, Jeremy Bowen, nella sua introduzione descrive il 2025 come l’anno in cui l’industria ha smesso di trattare certi problemi come temporanei e ha cominciato a gestirli come condizioni operative permanenti. La metafora che utilizza è efficace: un tempo una “giornata di cielo sereno” significava assenza di ritardi; oggi, anche in condizioni meteorologiche perfette, il sistema opera sotto pressione costante.

In Nord America, la situazione è stata particolarmente critica. Un rapporto della Federal Aviation Administration (FAA) ha fotografato l’infrastruttura di controllo del traffico aereo in uno stato di degrado preoccupante. I minuti di ritardo dovuti a guasti tecnici nelle torri di controllo sono stati circa il 300% superiori alla media del periodo 2010-2024. Un shutdown governativo di sei settimane ha ulteriormente ridotto il numero di controllori disponibili, con effetti a cascata su scala nazionale. La chiusura dello spazio aereo in Medio Oriente – conseguenza diretta delle tensioni geopolitiche regionali – hanno complicato i network dei vettori a lungo raggio. Parallelamente, i problemi ai motori che affliggono gli aeromobili di nuova generazione (in particolare le famiglie A320neo e B737 Max) hanno continuato a tenere a terra flotte che avrebbero dovuto essere operative, proprio mentre la domanda di trasporto aereo cresceva.

I vincitori globali: Aeromexico e il primato della continuità

Il premio più ambito ovvero quello della compagnia aerea globale più puntuale del 2025, è andato per il secondo anno consecutivo ad Aeromexico, con un tasso di puntualità all’arrivo del 90,02% su 188.859 voli. Nel 2024 la stessa compagnia aveva ottenuto l’86,70%; il miglioramento di oltre tre punti percentuali in un anno già difficile è un dato che merita attenzione.

Per qualificarsi nella categoria globale, una compagnia deve rientrare nel 10% superiore per capacità (ASK), voli e posti, e operare in almeno tre regioni. Aeromexico soddisfa tutti questi criteri con un network che parte dall’hub di Mexico City (uno degli aeroporti più congestionati del pianeta) e raggiunge destinazioni in Europa, Nordamerica, America Latina e Asia.

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I numeri operativi sono precisi: 131 aeromobili attivi (75 Boeing 737 Max, 34 Boeing 737 NG, 22 Boeing 787), utilizzo medio giornaliero per aeromobile di 9,21 ore, 312 milioni di chilometri percorsi nell’anno. Il completion factor (la percentuale di voli completati rispetto a quelli programmati) si attesta al 99,74%, un livello che indica una gestione delle cancellazioni quasi chirurgica.

Sul fronte finanziario, la compagnia ha registrato nel terzo trimestre 2025 i secondi risultati migliori della sua storia: 1,4 miliardi di dollari di ricavi con un margine EBITDA adjusted del 31%. Nello stesso periodo, un’importante sentenza di un tribunale d’appello federale statunitense ha sospeso l’ordine del Dipartimento dei Trasporti che avrebbe smantellato la joint venture con Delta Air Lines, preservando la connettività transatlantica. Aeromexico ha anche annunciato nuove rotte come Mexico City-Barcellona sei volte a settimana e la prima Monterrey-Parigi nella storia, espandendo il network intercontinentale mentre manteneva la leadership nella puntualità. È una combinazione rara.

Il Platinum Award: Qatar Airways e la gestione delle crisi

Distinto dall’award per la migliore compagnia globale (che premia il solo OTP) il Platinum Award valuta la performance operativa complessiva: puntualità, disciplina operativa, capacità di recupero dalle irregolarità, completion factor. Per il 2025, lo ha ottenuto Qatar Airways.

La compagnia ha registrato un OTP all’arrivo dell’84,42% su 198.303 voli, in miglioramento rispetto all’82,83% del 2024. Il dato che Cirium sottolinea con più insistenza riguarda i voli A30: la percentuale di arrivi con oltre 30 minuti di ritardo è tra le più basse tra i grandi vettori di rete. In un hub come l’Hamad International Airport, dove ogni ritardo rischia di propagarsi a cascata sui voli in connessione verso 170 destinazioni in più regioni e fusi orari, contenere i ritardi gravi richiede una capacità decisionale in tempo reale (swap di aeromobili, riposizionamento degli equipaggi, riprotezione dei passeggeri) che non si improvvisa.

Il contesto geopolitico del 2025 ha reso questa performance ancora più significativa: le chiusure di spazio aereo legate alle tensioni regionali hanno costretto Qatar Airways a ripianificare rotte e tempistiche su base pressoché continuativa. Il completion factor vicino al 100% indica che la compagnia ha scelto sistematicamente di ritardare piuttosto che cancellare, proteggendo i passeggeri in connessione.

Iberia Express per il terzo anno consecutivo

In Europa, Iberia Express ha conquistato per il terzo anno di fila il primo posto con un OTP dell’88,94% su 37.119 voli. La traiettoria storica è chiara: 84,58% nel 2023, 84,69% nel 2024, 88,94% nel 2025. Non un’oscillazione, ma una progressione.

La compagnia opera interamente con aeromobili della famiglia Airbus A320 (13 esemplari) e A321 (12 esemplari), con hub a Madrid-Barajas. La semplicità della flotta è un fattore operativo non trascurabile: uniformità nella manutenzione, flessibilità degli equipaggi, procedure standardizzate.

Nel 2025, questo vantaggio è stato messo alla prova da due eventi di portata eccezionale: un grande blackout che ha paralizzato la Penisola Iberica e un problema software che ha colpito globalmente gli aeromobili della famiglia A320, cioè l’intera flotta di Iberia Express. Nonostante questo, la compagnia ha mantenuto la leadership continentale.

Nel ranking europeo, al secondo posto si trova SAS con l’86,09%, seguita da Austrian Airlines (83,74%), Iberia (83,52%) e Virgin Atlantic (83,45%). Turkish Airlines, con 421.090 voli e un OTP dell’81,41%, gestisce volumi di traffico incomparabili rispetto ai vettori che la precedono in classifica.

Delta resiste, ma il sistema americano cede

In Nord America, Delta Air Lines ha confermato il primo posto con un OTP dell’80,90% su 1.800.086 voli – un volume che rende qualsiasi confronto diretto con i vettori più piccoli sostanzialmente privo di significato. Tuttavia, il tasso è sceso di oltre due punti percentuali rispetto al 2024: un segnale che le disfunzioni del sistema ATC americano hanno colpito anche il vettore più organizzato.

United Airlines, duramente penalizzata dai ripetuti malfunzionamenti dei sistemi di telecomunicazione al suo hub di Newark, è scivolata dal secondo al quarto posto. Al secondo posto si è inserita Alaska Airlines (79,20%), geograficamente più isolata dalle principali criticità infrastrutturali. La terza posizione è andata a Spirit Airlines (78,83%): compagnia in procedura di protezione dal fallimento per buona parte dell’anno e un dato che racconta quanto la puntualità possa essere disaccoppiata dalla salute finanziaria di un vettore. American Airlines ha perso due posizioni, finendo sesta con il 76,43%.

Il ranking nordamericano è, tra tutti, quello che riflette più direttamente le disfunzioni esterne al controllo delle compagnie. Con i minuti di ritardo per guasti tecnici al 300% della media storica, parlare di performance operativa delle singole compagnie senza contestualizzare la crisi infrastrutturale del sistema ATC americano sarebbe parziale.

In America Latina è Copa Airlines con il modello hub di Panama

In America Latina, Copa Airlines ha vinto il titolo regionale con il 90,75% di OTP su 133.748 voli – il risultato più alto tra tutti i vettori regionali a livello globale. La compagnia opera da Panama City Tocumen con un network concentrato sull’America centrale e del Sud, usando esclusivamente Boeing 737 (45 Max e 67 NG). L’utilizzo medio giornaliero per aeromobile è di 11,50 ore: un dato che indica un’operatività intensa e una pianificazione dei turnaround molto efficiente.

Il Brasile si conferma un mercato di puntualità sorprendentemente solido: Gol è terza nella regione con l’87,75%, Azul quarta con l’85,18%. LATAM Airlines, con 580.707 voli (il volume più alto del continente) gestisce la complessità di un network transcontinentale mantenendo un OTP dell’82,40%.

Medio Oriente e Africa: FlySafair e il modello low-cost puntuale

Nella categoria Medio Oriente e Africa, il primato è andato a FlySafair, operatore low-cost sudafricano, con il 91,06% di OTP su 62.805 voli. La compagnia opera esclusivamente con Boeing 737, con hub a Johannesburg, e ha integrato la puntualità nella cultura aziendale fino a collegare i sistemi di incentivazione dei dipendenti ai risultati OTP.

Royal Jordanian si è classificata seconda con il 90,73%: un dato notevole per una compagnia in fase di ristrutturazione e crescita, che punta a diventare il principale operatore del Levante. Tra i grandi vettori del Golfo, Saudia si classifica quarta con l’86,53% e Qatar Airways sesta con l’84,42%, mostrando numeri solidi considerando la scala delle operazioni e le chiusure di spazio aereo che hanno caratterizzato la regione nel 2025.

Asia-Pacifico: Philippine Airlines al vertice, le giapponesi resistono

In Asia-Pacifico, Philippine Airlines ha conquistato il primo posto con l’83,12% su 116.268 voli – un risultato particolarmente significativo dato che il suo hub di Manila Ninoy Aquino è notoriamente congestionato. Air New Zealand è seconda (79,29%) nonostante i problemi ai motori abbiano costretto la compagnia a tenere a terra fino a sei aeromobili contemporaneamente tra A320neo e Boeing 787; la risposta è stata una gestione proattiva dei programmi, con capacità sostanzialmente piatta e ricorso al wet-lease verso fine anno.

ANA è terza (78,88%) e JAL quinta (78,25%), con entrambe le compagnie giapponesi che perdono qualche posizione rispetto al 2024 senza però deteriorare la qualità operativa. IndiGo (India) ha avuto un 2025 discontinuo: OTP costantemente superiore all’80% da giugno a ottobre, poi un crollo in dicembre causato da un cambiamento normativo sui turni degli equipaggi che ha generato cancellazioni a catena da Delhi. La risposta operativa — azzeramento temporaneo dei voli per resettare il sistema — ha permesso una ripresa rapida.

Il vettore che migliora è Virgin Atlantic

Per il 2025, Cirium ha introdotto per la prima volta un award dedicato al vettore che ha migliorato le performance. La qualificazione richiede un OTP minimo del 70% nell’anno precedente (per escludere rimbalzi da basi anomalmente basse) e un miglioramento misurabile in punti percentuali. Virgin Atlantic ha vinto con un salto di 9,44 punti: dal 74,01% del 2024 all’83,45% del 2025, su 26.359 voli.

La compagnia ha operato nel 2025 un’ampia ristrutturazione: nuovi accordi interline con Caribbean Airlines, una partnership strategica con IndiGo, Delta e Air France-KLM per connettere l’India con Nord America ed Europa, 745 milioni di dollari di finanziamento tramite fondi gestiti da Apollo per il rinnovo della flotta (refurbishment dei Boeing 787-9, ingresso degli A330neo con Retreat Suite dal 2026, Wi-Fi Starlink sull’intera flotta). A fine 2025, il CEO Shai Weiss ha lasciato la guida a Corneel Koster.

Gli aeroporti: Istanbul, Santiago e Tocumen

Sul fronte aeroportuale, il Platinum Award è andato a Istanbul (IST): il solo grande hub che abbia implementato nel 2025 le operazioni su tre piste parallele indipendenti, aumentando la capacità dichiarata da 120 a 148 movimenti all’ora. Il 2 luglio 2025, l’aeroporto ha registrato 81 partenze in una sola ora – record europeo. Secondo il rapporto ACI Europe di giugno 2025, Istanbul è diventato l’hub più connesso al mondo, superando Francoforte con un incremento della connettività globale del 59% dal 2019. Con 84 milioni di passeggeri annui, 330 destinazioni e 116 compagnie, l’aeroporto gestisce una complessità logistica che nessun altro hub europeo eguaglia.

Tra i grandi aeroporti (25-40 milioni di posti), il primo posto è andato a Santiago Arturo Merino Benítez (SCL) con l’87,04% di puntualità nelle partenze — miglioramento di 4,2 punti percentuali rispetto al 2024. L’aeroporto cileno ha aperto il Terminal 2 internazionale da 248.400 metri quadrati, più che raddoppiando la capacità annua da 16 a 38 milioni di passeggeri; un piano da 4 miliardi di dollari punta a portare la capacità a 84 milioni entro il 2050.

Tra i medi (15-25 milioni di posti), Tocumen di Panama City ha dominato con il 93,34% di OTP su 148.065 voli — il risultato più alto in assoluto tra tutti gli aeroporti di qualsiasi categoria. Tra i piccoli (5-15 milioni di posti), l’aeroporto di Guayaquil José Joaquín de Olmedo (Ecuador) ha guidato la classifica con il 91,47% su 34.068 voli, nonostante una chiusura programmata per manutenzione della pista a settembre.

OTP e emissioni: la connessione sottovalutata

Un capitolo del report dedicato alla piattaforma EmeraldSky affronta una relazione spesso ignorata: quella tra puntualità e impatto ambientale.

I dati di ricerca citati da Cirium e in parte derivati da uno studio ventennale su 16 vettori americani, indicano che ogni punto percentuale di aumento nei voli ritardati oltre i 15 minuti corrisponde a un incremento dello 0,3% nel consumo di carburante. La meccanica è semplice ma sistematicamente sottovalutata: gli aeromobili in attesa sui piazzali bruciano carburante con i motori accesi; quelli in holding consumano in modo inefficiente; le rotte allungate per evitare congestioni aggiungono chilometri non pianificati.

L’analisi europea del traffico aereo 2015-2017 quantificava in 229.000 tonnellate di carburante aggiuntivo, pari a 721.000 tonnellate di CO2 con un impatto annuo delle sole inefficienze di routing. I 20 aeroporti più congestionati degli Stati Uniti generano 6 milioni di tonnellate metriche di CO2 all’anno solo dal taxi. In questo quadro, migliorare la puntualità non è solo un obiettivo commerciale: è la leva di riduzione delle emissioni più immediata disponibile al settore, prima che i carburanti sostenibili (SAF, stimati al 65% della soluzione net-zero al 2050) raggiungano la scala necessaria.


Il report Cirium 2025 non è soltanto una classifica: è una fotografia operativa dell’industria del trasporto aereo in un momento in cui i vincoli strutturali (infrastrutturali, geopolitici, industriali) sono diventati la normalità.

Le compagnie che emergono ai vertici non sono necessariamente le più grandi né le più ricche; sono quelle che hanno scelto la disciplina operativa come priorità non negoziabile, indipendentemente dal contesto. Aeromexico con 90,02% da Mexico City, FlySafair con 91,06% da Johannesburg, Copa Airlines con 90,75% da Panama: numeri che, nel 2025, hanno un valore diverso rispetto a qualsiasi anno precedente.

The Flying Guru

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