A esattamente un mese dall’avvio del cantiere sulla pista 35L/17R di Milano Malpensa, la tabella di marcia regge. Lo ha comunicato ieri Artifoni S.p.A., l’impresa incaricata degli interventi, diffondendo una serie di immagini dal cantiere e annunciando il passaggio ufficiale dalla prima alla seconda fase operativa; il cronoprogramma, stabilito a febbraio in accordo con SEA, risulta rispettato e la riapertura della pista resta fissata al 9 maggio 2026, data annunciata fin dall’avvio del progetto.
SEA ha ribadito la conferma del calendario: il cantiere procede e il primo blocco operativo (concentrato sulle lavorazioni preliminari di fresatura e rimozione delle pavimentazioni esistenti) si è chiuso entro i tempi previsti, lasciando spazio alla seconda fase, dedicata al rifacimento del pacchetto in asfalto e all’ammodernamento degli impianti tecnologici. L’intervento, che insiste sulla pista più vicina al Terminal 1, rappresenta uno dei più rilevanti programmi di manutenzione straordinaria mai eseguiti sullo scalo varesino degli ultimi anni.
Sul piano tecnico, il perimetro dei lavori comprende: il rifacimento completo della pavimentazione della pista e delle superfici adibite al rullaggio; l’ammodernamento degli impianti AVL (Aeronautical Visual Lighting) con la sostituzione integrale delle lampade tradizionali attraverso nuovi corpi illuminanti a LED; l’installazione di un sistema avanzato di monitoraggio delle luci di pista. Un pacchetto di interventi che risponde al normale ciclo di vita delle infrastrutture di un grande hub internazionale, dove la usura del pacchetto in conglomerato bituminoso e l’obsolescenza degli impianti di aiuto visivo impongono cicli di rinnovo programmati a garanzia dei più elevati standard ICAO di sicurezza e affidabilità operativa.

Durante tutto il periodo di chiusura, fissato dal 16 marzo al 9 maggio 2026, Malpensa resta regolarmente operativo grazie all’utilizzo della pista secondaria, seppur con una riduzione della capacità complessiva dello scalo. Per assorbire una parte del traffico storico di Malpensa, ENAC ha autorizzato, su proposta di SEA, un incremento temporaneo della capacità oraria di Linate: il city airport, normalmente limitato a 18 movimenti orari per effetto del decreto Bersani, può ospitare fino a un massimo di 8 movimenti aggiuntivi all’ora, in deroga e limitatamente alla finestra del cantiere. La misura è riservata esclusivamente ai voli da e per destinazioni Schengen, operati con aeromobili narrow-body (a singolo corridoio), unici compatibili con le caratteristiche infrastrutturali di Linate. I collegamenti intercontinentali e i voli extra-Schengen restano quindi concentrati su Malpensa.
I dati finora raccolti da ENAC mostrano che l’utilizzo effettivo della capacità aggiuntiva di Linate si attesta su una media di 2 movimenti supplementari all’ora, concentrati in specifiche fasce orarie: una cifra significativamente inferiore al massimo consentito, che suggerisce come l’impatto reale sulla riprogrammazione dei voli sia stato, nella prima metà del cantiere, più contenuto di quanto ipotizzato in fase di pianificazione. Il coordinamento tra ENAC, SEA, ENAV, Assoclearance e i vettori ha permesso finora di minimizzare gli impatti sull’operatività, pur in un quadro di capacità ridotta.
La finestra temporale del cantiere non è casuale: la scelta di avviare i lavori il 16 marzo, il giorno successivo alla cerimonia di chiusura dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026, risponde alla logica di evitare interferenze con i flussi straordinari generati dall’evento olimpico e, allo stesso tempo, di concludere il cantiere prima dei picchi estivi. La primavera rappresenta un compromesso ottimale anche sul piano meteorologico, con temperature sufficientemente elevate da garantire la corretta posa dei conglomerati bituminosi senza incorrere nelle avversità climatiche del periodo invernale.
Il Presidente di ENAC, Pierluigi Di Palma, al momento dell’avvio dei lavori aveva sottolineato come la priorità dell’ente sia la tutela dei passeggeri e la continuità del diritto alla mobilità, obiettivi perseguiti limitando al minimo i giorni di chiusura e riprogrammando una parte dei voli su Linate. L’Amministratore Delegato di SEA, Armando Brunini, aveva collocato l’intervento all’interno di un piano di investimenti strutturato sulla solidità infrastrutturale dello scalo nel lungo periodo; una linea che, a cantiere in corso, trova conferma nella capacità di rispettare i tempi dichiarati.
Il passaggio alla seconda fase annunciato da Artifoni rappresenta il punto di svolta operativo del cantiere: con la conclusione delle lavorazioni preliminari, la pista entra nella fase più intensiva di ricostruzione, quella che determinerà la qualità finale dell’infrastruttura rinnovata. Se il cronoprogramma sarà rispettato anche nel secondo blocco, l’assetto aeroportuale milanese tornerà alla piena operatività a partire dal 10 maggio 2026, con Malpensa di nuovo a due piste e Linate riportato ai consueti 18 movimenti orari.
The Flying Guru
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