Aeroitalia ha perso la disputa sul marchio Alitalia (per ora)

È di pochi giorni fa l’ultimo capitolo della disputa legale tra Aeroitalia e ITA Airways, incentrata sull’uso del nome, del logo e della livrea che richiamano da vicino lo storico brand Alitalia.

Nei giorni scorsi si è aggiunto un nuovo tassello alla lunga controversia legale tra Aeroitalia e ITA Airways, incentrata sull’utilizzo del nome, del logo e della livrea che ricordano da vicino lo storico marchio Alitalia. La querelle, iniziata nell’autunno 2023, ha ora subito un’importante inversione di rotta.

In un primo giudizio del febbraio 2024 il tribunale di Roma aveva respinto la richiesta cautelare di ITA, ritenendo che i due segni non fossero visivamente confondibili. Tuttavia, in appello l’ordinanza del Tribunale di Roma datata pochi giorni fa ha invece accolto le argomentazioni di ITA: i giudici hanno rilevato un “elevato grado di somiglianza” tra i marchi dal punto di vista letterale, fonetico e figurativo, e hanno ordinato ad Aeroitalia di cambiare nome, logo e livrea entro il 2026.

Il provvedimento (una cautelare) inibisce a partire dal 1° gennaio 2026 l’uso in Europa del marchio denominativo e figurativo “Aeroitalia”.

Come evidenziato dai giudici, il logo “A” verde-bianca-rossa sulla fusoliera (ricorda la bandiera italiana) riprende elementi grafici molto simili a quelli storici di Alitalia, generando potenziale confusione. Per questo motivo il tribunale ha stabilito che Aeroitalia dovrà eliminare da nome, logo e livrea ogni elemento ritenuto confondibile con il marchio Alitalia.

Entro quindici giorni dall’ordinanza Aeroitalia dovrà rinunciare al dominio «aeroitalia.com», pena una multa di 1.000 euro al giorno per ogni violazione.

ITA Airways e Aeroitalia hanno fornito dichiarazioni ufficiali opposte sulla vicenda. ITA Airways, per voce del suo AD Joerg Eberhart, ha definito «ottima» l’ordinanza del Tribunale di Roma, sottolineando che fin dall’inizio l’unico obiettivo della compagnia è stato «la tutela del marchio Alitalia, asset di assoluto valore in termini economici e di attrattività a livello mondiale». Eberhart ha aggiunto che ITA punta a rilanciare il brand Alitalia, citando ad esempio la scritta “inspired by Alitalia” comparsa sulla fusoliera di alcuni suoi aerei. In sintesi, ITA rivendica l’esclusività sull’utilizzo del marchio Alitalia (che ha acquisito in proprietà) e intende difenderlo da ogni imitazione.

Al contrario, Aeroitalia – attraverso una nota ufficiale – ha bollato l’azione legale di ITA come «infondato e strumentale», annunciando che intende valutare un ricorso in Cassazione. L’amministratore delegato Gaetano Intrieri ha rimarcato che al momento non esiste ancora una sentenza definitiva sulla questione del plagio, poiché il procedimento principale è ancora in corso. Nel comunicato la compagnia definisce questa vicenda un’opportunità di crescita, parlando di un futuro rebranding di portata internazionale che rifletta la visione di sviluppo perseguita dall’azienda. In pratica, Aeroitalia non ammette alcuna confusione intenzionale con Alitalia e si dice pronta ad adeguarsi alla decisione di cambiare nome e simboli, ma senza rinunciare a contestarla sul piano legale qualora vi sia stato torto.

Questo scontro è l’ultimo episodio di una controversia iniziata nell’autunno 2023. Come detto, in primo grado (febbraio 2024) il tribunale aveva respinto la richiesta cautelare di ITA, affermando che i marchi «non appaiono visivamente confondibili, neppure per l’utente meno avveduto». A differenza di allora, il nuovo collegio d’appello ha ritenuto invece che Aeroitalia e Alitalia si assomiglino troppo. Il capoverso originale del Tribunale fa esplicito riferimento alla confusione tra i brand (l’ordinanza parla di “confusione tra i brand” e di inibitoria totale del marchio Aeroitalia a partire dal 2026). Il breve lasso di tempo tra i due giudizi evidenzia come la questione abbia innescato un processo rapido e interlocutorio: dal primo giudizio favorevole ad Aeroitalia a quello di appello favorevole a ITA, la disputa giudiziaria non è ancora giunta a una conclusione definitiva.

Aeroitalia S.r.l. è una compagnia aerea italiana relativamente giovane, fondata con capitale privato alla fine del 2021 dall’investitore Marc Bourgade (presidente) e guidata dall’AD Gaetano Francesco Intrieri. Con circa 15 aeromobili in flotta (principalmente Boeing 737-800 e ATR 72) Aeroitalia è ormai una delle principali compagnie italiane di media dimensione. Nata nel 2022 come vettore agile e reattivo, caratterizzato da un’elevata velocità nell’aprire e chiudere rotte in funzione delle opportunità di mercato. Già dal luglio dello stesso anno ha inaugurato il primo volo da Forlì per Alghero, espandendo in pochi mesi il proprio network con nuove basi a Bergamo-Orio e Firenze. Tra il 2023 e il 2024 ha continuato ad aprire rotte con una frequenza media di una ogni 2–3 mesi, includendo destinazioni stagionali (come Perugia–Olbia) ed europee (Bacau, Bucarest, Lublino, Tirana). Parallelamente, ha sfruttato bandi pubblici – come quelli per la continuità territoriale – aggiudicandosi collegamenti tra Sardegna, Roma e Milano per l’inverno 2024. La compagnia tende a chiudere rapidamente le rotte non redditizie, spesso entro 3–6 mesi, mostrando una strategia tattica piuttosto che strutturale: più focalizzata su incentivi e picchi stagionali che su uno sviluppo di lungo periodo. Un approccio tipico di vettori emergenti senza una rete consolidata.

Secondo il suo Deus ex machina Intrieri, la compagnia avrebbe ambizioni di espansione internazionale e persino di lungo raggio come già affermato, da quest’anno avrebbe dovuto lanciare collegamenti intercontinentali (verso Nord e Sud America e persino Cina) partendo da Fiumicino, una volta reperiti i necessari investimenti.

Sì, Alitalia tornerà a volare (ma solo con il logo)

Perché ITA rivendica il marchio Alitalia?

Il cuore della disputa è il diritto di utilizzo esclusivo del marchio “Alitalia”. L’odierna ITA Airways è succeduta a vario titolo alla vecchia Alitalia (soggetta a liquidazione), e ne ha acquisito il brand storico. In autunno 2021 ITA ha formalizzato l’acquisto dei diritti sul nome e sul logo Alitalia per circa 90 milioni di euro. Di fatto, ITA detiene ora la titolarità registrata di quel marchio: come sottolineato dal Tribunale, il logo Alitalia (composto dalla “A” stilizzata tricolore) è di proprietà di ITA fin dal 2021. Per questo motivo ITA considera ogni uso simile come un illecito: tutelare quel marchio è «il nostro unico obiettivo», ha ribadito il CEO Eberhart.

Una conferma dell’impegno di ITA nel valorizzare il brand Alitalia è data dalle iniziative recenti: sul retro di alcuni aerei ITA è comparsa la scritta “Inspired by Alitalia”, e si parla di un suo possibile riutilizzo più esteso sulle fusoliere. In sintesi, ITA reclama il diritto esclusivo al nome “Alitalia” perché lo ha legittimamente acquisito (e registrato) da Alitalia, e lo considera un patrimonio aziendale da rilanciare. Aeroitalia, essendo un vettore privato nato dopo la chiusura di Alitalia, secondo ITA non può sfoggiare simboli così prossimi senza creare confusione di marchio. Per questo motivo ITA ha chiesto e ottenuto il divieto d’uso di loghi e segni ritenuti simili, invocando la legge sui marchi e la tutela del consumatore.

The Flying Guru

Vuoi capire subito il punto centrale di questo articolo?

Topic

VAI
SOSTIENI IL PROGETTO

Ti è utile quello che leggi?

FalcoVBS è un lavoro portato avanti per passione, senza ritorni economici diretti. Se ne apprezzi il valore, il tuo supporto aiuta a tenerlo vivo, indipendente e sostenibile nel tempo.

Offrimi un caffè

C'è altro da leggere

VAI
Html code here! Replace this with any non empty raw html code and that's it.

Topic

VAI