Aermacchi MB-339A: addio al velivolo che ha formato generazioni di piloti

Il ritiro dal servizio attivo dell’Aermacchi MB-339A, dopo oltre quarant’anni di attività presso il 61° Stormo

Il 12 giugno 2025 l’Aeronautica Militare Italiana (AMI) ha celebrato, presso l’aeroporto di Galatina (LE), un momento di forte valore simbolico: il ritiro dal servizio attivo dell’Aermacchi MB-339A, dopo oltre quarant’anni di attività presso il 61° Stormo. Al suo posto subentra il T-345A, nuovo addestratore basico-avanzato interamente progettato in Italia da Leonardo.

L’MB-339A, primo volo nel 1976, nasce come evoluzione migliorata dell’MB-326, progettato specificamente per l’addestramento militare avanzato. È un jet monomotore biposto dotato di turboreattore Rolls-Royce Viper 632-43 da 17,8 kN, capace di una velocità massima di circa 940 km/h (Mach 0.80) e di una tangenza operativa intorno ai 14.600 metri.

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Nonostante fosse concepito per la formazione, il velivolo possiede anche capacità da attacco leggero, con sei piloni subalari per un carico utile massimo di 1.800 kg. In configurazione operativa può essere equipaggiato con cannoni da 30 mm, razzi, bombe o missili aria-aria, caratteristiche che lo hanno reso versatile anche in ambito export.

La sua configurazione a due posti in tandem e la maneggevolezza lo hanno reso ideale per la fase II (Primary Pilot Training) e, in parte, per la fase III dell’addestramento. Al 61° Stormo di Galatina, il velivolo è stato impiegato dai Gruppi Volo 213° e 214°, formando l’ossatura dell’iter di transizione al volo militare su jet. Con una strumentazione analogica e comandi intuitivi, è stato considerato per decenni uno degli aerei scuola più efficaci al mondo.

Il “Macchino”, com’è soprannominato affettuosamente dai piloti, ha accumulato oltre 400.000 ore di volo in quasi mezzo secolo di servizio. Ha accompagnato migliaia di allievi italiani e stranieri nei primi passi verso l’aviazione da combattimento.

Questo risultato straordinario non è solo tecnico, ma anche identitario: l’MB-339A ha incarnato per decenni la dottrina formativa dell’Aeronautica Militare.

Come ha sottolineato il Capo di Stato Maggiore, Gen. Antonio Conserva, «il T‑339A ha formato tante generazioni di piloti facendo la storia dell’addestramento e dell’Aeronautica Militare».

La cerimonia del 12 giugno, svoltasi alla presenza di autorità militari e civili, ha rappresentato la chiusura di un ciclo e l’apertura di una nuova fase. In parallelo al passaggio simbolico tra i due velivoli, sono stati allestiti una mostra statica e una galleria fotografica per ricordare l’impatto storico dell’aereo sulla base di Galatina e sulla formazione militare nazionale.

Il velivolo delle Frecce Tricolori

Oltre al suo impiego addestrativo, l’MB-339A è noto anche per il servizio nella versione PAN, in dotazione al 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, le Frecce Tricolori, dal 1982. In questa configurazione, il velivolo è diventato simbolo dell’eccellenza acrobatica italiana, celebre per la possibilità di eseguire manovre estreme come il Lomcovák e per la livrea tricolore che lo distingue nel panorama mondiale.

Questo duplice impiego, formativo e rappresentativo, ha consolidato la reputazione dell’MB-339 come prodotto maturo, equilibrato e affidabile, un riferimento per le scuole di volo e un’icona nell’immaginario collettivo.

Il successore designato, il (Leonardo) T-345A (M-345 nella designazione industriale), è un addestratore turbojet di nuova generazione sviluppato da Leonardo. Dotato di avionica digitale, glass cockpit, HUD e comandi HOTAS, il T-345A è pensato per garantire continuità nell’addestramento, riducendo il gap tra le prime fasi formative e l’impiego operativo su velivoli di 4ª, 5ª e futura 6ª generazione.

Secondo Leonardo, il T-345A rappresenta un’evoluzione naturale: pur avendo costi operativi comparabili a quelli di un turboelica ad alte prestazioni, offre prestazioni e qualità addestrative vicine a un jet. Questo permette di completare l’intero ciclo formativo su velivoli italiani (SF-260, T-345A, T-346A), rafforzando l’autonomia strategica del sistema di formazione dell’AMI.

Come ha dichiarato ancora il Gen. Conserva, il nuovo velivolo è «il migliore addestratore basico e basico-avanzato da qui ai prossimi 40 anni», un investimento tecnologico mirato alla sostenibilità e all’efficienza.

Il ritiro dell’MB-339A dal servizio attivo a Galatina non coincide con la sua scomparsa. La versione PAN continuerà a volare ancora per alcuni anni con le Frecce Tricolori. Inoltre, diversi esemplari resteranno in servizio in altri contesti o saranno conservati come aerei storici, a testimonianza di un’eredità tecnica e umana che ha attraversato mezzo secolo.

Il 339A non è stato solo una macchina: è stato il primo jet per migliaia di aviatori, una scuola volante, un ponte tra il sogno e la realtà del volo militare. Con la sua uscita di scena, termina un’epoca, ma resta vivo il suo insegnamento.

The Flying Guru

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