Secondo Eurocontrol, nei primi cinque mesi del 2025 il traffico aereo è cresciuto del +5% rispetto al 2024, riportandosi al di sopra dei livelli pre‑Covid. Tuttavia, le giornate di traffico saturano l’80% dello spazio aereo disponibile: compromesso dall’invasione russa dell’Ucraina, che ha chiuso vaste aree.
Nella settimana 19–25 maggio 2025, i ritardi ATFM in volo (en‑route) hanno visto un aumento del +60% rispetto alla settimana precedente, con una media di 1,9 minuti per volo. Circa il 59% di questi ritardi è imputabile a carenze di personale o capacità ATC – in gran parte concentrate in Francia, Spagna, Germania e Grecia.
Nel mese di maggio si sono accumulati 2,28 milioni di minuti di ritardo ATFM, con un ritardo medio per volo di 1,62 minuti. Sebbene il dato sia simile all’anno precedente, il ritardo cumulativo è più elevato (YTD en‑route +0,85 min vs 2024).
Le radici del problema
Carente dotazione ATC
L’International Federation of Air Traffic Controllers (IFATCA) descrive la situazione come una “tempesta perfetta”: nel 2024 i ritardi en‑route hanno toccato 2,13 minuti per volo, il massimo da decenni.
I controllori lavorano fino a 10 ore al giorno, 6 giorni su 7, causando burnout e dimissioni anticipate.Infrastrutture antiquate e spazi frammentati
Il progetto Single European Sky (SES), avviato nei primi anni 2000, non ha realizzato le attese: l’UE stima che l’80% delle unità ATC raggiungerà la saturazione entro il 2035, generando ritardi fino a sei volte gli attuali.
Il Regno Unito ha iniziato una revisione radicale del proprio spazio aereo. La più imponente dagli anni 1950, per aggiornare rotte e corridoi.Riserve militari e restrizioni geopolitiche
Grandi volumi dello spazio aereo restano riservati all’ambito militare, riducendo le capacità civili. Altre aree rimangono chiuse o sovraccariche per l’esclusione operativa sopra l’Ucraina.
Il ruolo di Ryanair in tutto questo?
Michael O’Leary (il CEO di Ryanair) ha definito i ritardi come “disastrous mismanagement” e prevede un’estate 2025 peggiore della precedente.
Nel tragico 2024, 36,2 milioni di passeggeri furono colpiti da disagi legati all’ATC, e finora nel 2025 si registrano già più di 1 millioni di passeggeri coinvolti dagli scioperi francesi.
Tuttavia, Ryanair ha anche una motivazione commerciale: con orari serrati, ottimizzazione dei fleet e voli consecutivi a costo zero, i suoi ricavi crollano sensibilmente alla minima perturbazione.
Grido sensato o semplice show?
✔️ Sostenibile – I dati Eurocontrol e IFATCA confermano l’esistenza di un serio problema ATC in Europa: carenza di personale, infrastrutture obsolete, spazi aerei frammentati e stress lavorativo sui controller.
✖️ Strategico – Ryanair amplifica il tema per attirare l’attenzione politica e pubblica, spingendo su messaggio e campagne (petizioni, cause legali, pressione sull’UE). Ma questo non ne riduce la legittimità.
Quindi come la si risolve?
Accelerando l’assunzione e la formazione dei controllori di volo, rendendo allo stesso tempo flessibili i loro impieghi, come già segnalato dall’UE; arrivare a una vera riforma del Single European Sky, realizzando corridoi transfrontalieri efficienti e centralizzando il controllo.
Gli investimenti in tecnologia sono necessari: automazione, intelligenza artificiale, torri virtuali (RVT), rotte digitali e sistemi avanzati.
Concludendo, Ryanair grida forte, stizza pure, ma lo fa in un contesto reale e sostenuto da dati indipendenti. Blocchi e disservizi del 2024/25 non sono frutto di marketing, bensì di un sistema ATC europeo sotto pressione.
Se la politica e l’UE prenderanno sul serio queste voci, l’estate 2025 potrebbe diventare un punto di svolta, non un’annata da record negativo.
The Flying Guru
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