Agenti dell’ICE dispiegati negli aeroporti statunitensi mentre la crisi di personale della TSA si aggrava

Gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) hanno iniziato ad affiancare il personale ai varchi di sicurezza aeroportuali il 23 marzo 2026, mentre la parziale chiusura del governo degli Stati Uniti continua a mettere sotto pressione gli organici della Transportation Security Administration (TSA) e a far crescere i tempi di attesa in diversi grandi scali statunitensi.

La misura segue un ordine impartito nel fine settimana dal presidente Donald Trump che ha disposto l’invio di personale ICE negli aeroporti per sostenere le operazioni della TSA, mentre il blocco dei finanziamenti entra nella sua sesta settimana.

Il dispiegamento riguarda più di una dozzina di aeroporti, tra cui Atlanta, John F. Kennedy, LaGuardia, Newark, Phoenix, Houston e New Orleans.

Agli agenti ICE sono stati assegnati incarichi limitati di supporto ai checkpoint, come la sorveglianza delle corsie di uscita, la gestione dei flussi di passeggeri e, in alcune sedi, la verifica dei documenti di identità prima dell’accesso all’area principale di controllo. Le cronache attuali indicano che gli agenti ICE non stanno sostituendo i controllori della TSA nelle funzioni centrali di screening. Gli agenti non dispongono delle autorizzazioni di sicurezza necessarie per operare oltre il varco, circostanza che limita le mansioni che possono svolgere.

Il cambiamento interviene mentre l’assenteismo nella TSA è aumentato sensibilmente durante lo shutdown. Reuters ha riferito che le assenze nella TSA hanno raggiunto l’11,5%, il livello più alto dall’inizio del blocco dei finanziamenti, mentre in alcuni aeroporti si è registrato l’ammanco di più di un terzo dei controllori. Dall’avvio della chiusura, oltre 400 dipendenti della TSA si sono dimessi, comprimendo ulteriormente gli organici proprio mentre cresce la domanda di viaggio per la stagione primaverile.

All’aeroporto Hartsfield-Jackson di Atlanta, i viaggiatori sono stati invitati a presentarsi con un anticipo fino a quattro ore a causa delle lunghe code ai checkpoint. Trump ha dichiarato che gli agenti avrebbero dato supporto negli aeroporti e ha anche suggerito che potrebbero procedere ad arresti di immigrati privi di documenti, ma le autorità locali e le cronache disponibili hanno indicato che la missione in aeroporto non è concepita come un’operazione di enforcement dell’immigrazione.

Lo scarto tra la comunicazione pubblica dell’amministrazione e il ruolo circoscritto di supporto svolto dagli agenti ICE negli scali ha attirato critiche da parte dei sindacati e dei Democratici, secondo i quali la Casa Bianca dovrebbe concentrarsi piuttosto sul ripristino della retribuzione per i lavoratori della TSA.

Il confronto sullo shutdown ruota attorno ai finanziamenti per l’ICE all’interno del Department of Homeland Security, lo stesso dipartimento che sovrintende alla TSA, benché gli agenti ICE abbiano continuato a percepire lo stipendio durante l’impasse.

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