Airbus archivia il 2025 con 793 aerei consegnati, 73,4 miliardi di euro di ricavi e 5,2 miliardi di utile netto. Il gruppo europeo ha diffuso i conti nella giornata di oggi 19 febbraio. La domanda globale resta elevata, il portafoglio ordini è ai massimi storici, ma la traiettoria produttiva continua a essere condizionata dalle criticità sui motori, in particolare quelli Pratt & Whitney.
I dati ufficiali indicano un aumento dei ricavi del 6% rispetto ai 69,2 miliardi del 2024. Le consegne di velivoli commerciali sono salite a 793 unità, contro le 766 dell’anno precedente, con una ripartizione che comprende 93 A220, 607 A320 Family, 36 A330 e 57 A350. La crescita del fatturato è trainata soprattutto dal maggior numero di consegne e dall’espansione dei servizi, parzialmente compensata dall’indebolimento del dollaro.
Sul fronte della redditività operativa, l’EBIT Adjusted (Margine Operativo Rettificato) ha raggiunto 7,1 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 5,3 miliardi del 2024 . Airbus utilizza questo indicatore per rappresentare la marginalità operativa al netto di componenti straordinarie. L’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) si è attestato a 6 miliardi, mentre l’utile netto consolidato ha toccato 5,2 miliardi, con un utile per azione pari a 6,61 euro . Il miglioramento è attribuito principalmente all’aumento delle consegne e a un mix favorevole, mentre nel 2024 pesavano oneri straordinari legati alla revisione tecnica di programmi spaziali.
La solidità finanziaria si riflette anche nella generazione di cassa. Il free cash flow prima del customer financing è pari a 4,5 miliardi di euro, in linea con l’anno precedente. La posizione di cassa netta a fine 2025 è di 12,2 miliardi di euro . Il consiglio di amministrazione proporrà un dividendo di 3,20 euro per azione all’assemblea di aprile 2026 .
Il capitolo ordini conferma la pressione della domanda. Nel 2025 Airbus ha registrato 1.000 ordini lordi e 889 ordini netti per aerei commerciali. Il portafoglio a fine anno raggiunge il livello record di 8.754 velivoli. In valore, l’order intake consolidato sale a 123,3 miliardi di euro, mentre il valore complessivo del portafoglio ordini si attesta a 619 miliardi . Numeri che fotografano una domanda ancora sostenuta da parte delle compagnie aeree, impegnate nel rinnovo delle flotte e nell’espansione della capacità.
I segmenti non commerciali mostrano un andamento positivo. Airbus Helicopters registra ricavi in crescita del 13% a 9 miliardi e 536 ordini netti. Airbus Defence and Space aumenta i ricavi dell’11% a 13,4 miliardi e riporta un EBIT Adjusted di 798 milioni, in netto miglioramento rispetto al dato negativo del 2024 . Il gruppo segnala anche un incremento dell’order intake nel comparto difesa, in un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche.
Resta però il nodo della produzione. Airbus conferma il percorso di ramp up, ma sottolinea che le difficoltà nella fornitura dei motori Pratt & Whitney per la famiglia A320 incidono sulla guidance e sulla traiettoria produttiva . La società ora prevede di raggiungere una rate compresa tra 70 e 75 aerei al mese entro la fine del 2027, con stabilizzazione successiva a 75. Per l’A220 l’obiettivo è una produzione di 13 aerei al mese nel 2028. Restano invariati i target di rate 5 per l’A330 nel 2029 e rate 12 per l’A350 nel 2028. La crescita produttiva appare quindi legata alla capacità della supply chain di garantire continuità e volumi coerenti con gli ordini.
Per il 2026, Airbus indica come obiettivi circa 870 consegne di aerei commerciali, un EBIT Adjusted intorno a 7,5 miliardi di euro e un free cash flow prima del customer financing di circa 4,5 miliardi . La guidance si basa sull’ipotesi di assenza di ulteriori shock significativi sul commercio globale, sull’economia, sulla supply chain e sulle operazioni interne.
Nel complesso, i risultati 2025 mostrano una crescita dei ricavi, un miglioramento della redditività operativa e un portafoglio ordini ai massimi. La variabile industriale resta centrale. La capacità di trasformare la domanda in consegne effettive dipende dalla stabilità dei fornitori e, in particolare, dalla disponibilità dei motori.
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