Con la delibera 36/35 del 15 luglio 2026 la Giunta regionale della Sardegna riscrive gli aiuti sociali per il trasporto aereo, la misura che rimborsa ai residenti una parte del biglietto sui voli tra l’isola e gli aeroporti dello Spazio economico europeo. Dal 1° luglio 2026 il contributo sale dal 25% al 40% del prezzo pagato, la soglia minima di spesa per tratta scende da 100 a 80 euro e il tetto annuo per beneficiario passa da 1.000 a 1.500 euro. La dotazione per il 2026 è di 4.437.963 euro, a valere sul fondo statale per l’insularità istituito dalla legge 197/2022.
La delibera, firmata dalla presidente Alessandra Todde, fa 3 cose distinte: potenzia il contributo, recepisce 2 chiarimenti ministeriali sui voli con scalo e sulle tratte in continuità territoriale, ridisegna dal 2027 il riparto dei fondi ai comuni.
Cosa cambia per chi vola dal 1° luglio 2026
Il meccanismo resta quello introdotto in via sperimentale a dicembre 2023 (allora riservato a under 26 e over 65, esteso a tutti i residenti da luglio 2024): il passeggero paga il biglietto a prezzo pieno, poi chiede il rimborso sul portale SardegnaTrasporti e il comune di residenza eroga il contributo.
Le nuove soglie funzionano così. Sotto gli 80 euro per tratta non spetta nulla. Da 80 euro in su il rimborso è il 40% della spesa, con un vincolo: il costo residuo a carico del passeggero non può scendere sotto i 60 euro. Un biglietto da 90 euro genera quindi un contributo di 30 euro, non i 36 che risulterebbero dall’applicazione secca della percentuale. Le linee guida allegate chiariscono che gli importi si intendono comprensivi di IVA, diritti e tasse aeroportuali. Qui potete trovare un calcolatore online non ufficiale e realizzato in via sperimentale.

La soglia dei 60 euro non è un dettaglio tecnico. La misura dichiara l’obiettivo di riportare il costo effettivo del residente a un livello comparabile con la tariffa media della continuità territoriale, non di azzerarlo. Senza quel pavimento, chi vola su rotte libere finirebbe per pagare meno di chi usa le rotte onerate, un’inversione che la Regione vuole evitare.
Voli con scalo, la riapertura retroattiva dei termini
Il passaggio con l’impatto pratico più ampio riguarda i collegamenti con scalo, finora esclusi dal beneficio o respinti in istruttoria. Con nota prot. 3283 dell’8 maggio 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito che un itinerario da o per la Sardegna composto da più voli in prosecuzione costituisce un unico collegamento ammissibile, anche con prenotazioni distinte e vettori diversi, purché la permanenza nello scalo intermedio non superi le 24 ore dall’orario di arrivo del primo volo.
La delibera trasforma il chiarimento in una riapertura dei termini: le istanze per i voli con scalo effettuati dal 1° luglio 2024 possono essere presentate fino al 31 marzo 2027, comprese quelle degli utenti le cui domande erano state rigettate proprio per la presenza dello scalo. Il contributo segue le regole vigenti al momento del viaggio: 25% con soglia a 100 euro per i voli fino al 30 giugno 2026, 40% con soglia a 80 euro da quella data in poi.
C’è però un’esclusione rigida. Le tratte operate in regime di oneri di servizio pubblico (oggi Cagliari, Olbia e Alghero verso Roma Fiumicino e Milano Linate) non danno mai diritto al contributo, come previsto dal decreto interministeriale 241/2023. Se l’itinerario con scalo include una tratta OSP, il suo costo viene scorporato in modo forfettario, usando le tariffe massime residenti dei decreti ministeriali 466/2021 e 213/2025 (per Fiumicino 39 euro fino al cambio di stagione operativa 2026, poi 30; per Linate 47 euro, poi 44). Lo scorporo si applica anche se il passeggero ha pagato la tariffa piena, senza usufruire di quella riservata ai residenti. La ratio è il divieto di doppio finanziamento pubblico sullo stesso volo: le rotte in continuità territoriale sono già sovvenzionate dallo Stato attraverso le compensazioni ai vettori.

Una misura universale con risorse limitate
La struttura della misura riflette un equilibrio tra 3 vincoli. Il primo è giuridico: gli aiuti sociali al trasporto aereo sono compatibili con il mercato interno ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 2, lettera a) del TFUE e dell’articolo 51 del regolamento UE 651/2014, che li ammette solo a beneficio dei residenti in regioni remote e senza discriminazioni tra vettori. Il secondo è costituzionale: dal 2022 l’articolo 119, comma 6, impegna la Repubblica a rimuovere gli svantaggi dell’insularità, ed è questa la base che distingue il residente sardo dal residente di qualunque area interna del continente, dove treno, auto e bus mantengono una concorrenza tra modi di trasporto che in Sardegna non esiste. Il terzo vincolo è contabile: con 4,4 milioni disponibili e una platea di circa 1,6 milioni di residenti, un rimborso integrale esaurirebbe il fondo in poche settimane, premiando solo le istanze arrivate per prime (i contributi sono riconosciuti in ordine cronologico fino a capienza).
Il dibattito sulla misura resta aperto su 2 fronti. La platea è universale, senza soglie ISEE: il 40% spetta in eguale misura a qualunque residente, indipendentemente dal reddito, il che rende la qualifica di “aiuto sociale” più formale che sostanziale. Sul piano economico, parte della letteratura sui sussidi alla domanda segnala il rischio che il beneficio venga assorbito dai prezzi: un vettore che sa di vendere a passeggeri rimborsati ha meno incentivi a comprimere le tariffe. La Regione non affronta il tema nella delibera, ma la scelta di fissare il rimborso al momento della domanda, su spesa già sostenuta, rende l’effetto meno diretto rispetto a uno sconto alla biglietteria.
Dal 2027 cambia anche il flusso dei fondi verso i comuni, che gestiscono istruttoria ed erogazione: il 60% del riparto seguirà lo storico di assorbimento delle risorse e il 40% la popolazione residente, con erogazione in 3 tranche (70%, 20% e 10%) legate alla spesa effettiva. Il criterio corregge un’anomalia della prima fase, quando l’acconto basato sulla sola popolazione lasciava fondi inutilizzati nei comuni a bassa domanda.
Le domande per i voli 2026 vanno presentate entro il 31 marzo 2027 sul portale SardegnaTrasporti, con accesso SPID, biglietti e carte d’imbarco allegati.
The Flying Guru
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