Per sei anni era rimasto fermo a Paine Field, vicino alla fabbrica Boeing di Everett. Senza motori, con pannelli mancanti e blocchi appesi alle ali per simularne il peso. Poi, nel 2025, è scomparso. Boeing ha demolito “il WH007”, il settimo 777-9 costruito. L’aereo era uscito dalla fabbrica nell’estate del 2019 e non aveva mai volato. A ricostruirne la storia sono Jon Ostrower e Julie Johnsson in un’inchiesta pubblicata da The Air Current, alla quale Boeing ha confermato di aver deciso di non completare uno dei primi esemplari «parzialmente assemblati» del programma.
Le estremità alari erano state dipinte con i colori di Emirates, il principale cliente del 777X, ma l’aereo era ancora molto lontano da una configurazione utilizzabile. Negli anni era stato spostato tra diverse aree dell’aeroporto per lasciare spazio agli altri 777-9 incompleti accumulati intorno allo stabilimento.
Secondo le fonti di The Air Current, WH007 è stato smontato alla fine dell’estate 2025. Boeing non ha indicato il momento preciso della decisione, ma ha spiegato che i costi erano già stati considerati nei risultati finanziari del programma.
Non si tratta quindi di un 777X completo, pronto per essere consegnato a Emirates e improvvisamente mandato al macero. Era uno dei primi esemplari prodotti quando la configurazione definitiva del 777-9 era ancora lontana.
Il punto più importante non è il destino di WH007, ma ciò che rappresenta. Boeing ha costruito decine di 777X prima della conclusione della certificazione. Nel frattempo il progetto è cambiato, sono stati introdotti nuovi requisiti e si sono accumulate modifiche che ora devono essere applicate agli aeromobili già prodotti.
Il processo viene definito “change incorporation”. Significa riaprire gli aerei, sostituire componenti, modificare strutture e impianti e portarli allo stesso standard che sarà approvato dalle autorità. Più un esemplare è stato costruito nelle prime fasi del programma, maggiore può essere il lavoro necessario.
Secondo The Air Current, Boeing dovrà rendere consegnabili circa 40 esemplari già costruiti, impiegando risorse e personale per diversi anni. Il gruppo aveva già ammesso che l’operazione sarebbe stata lunga, senza però fornire molti dettagli sull’entità delle modifiche richieste per ciascun aereo. Per WH007, evidentemente, il conto non tornava più. Recuperarlo sarebbe stato più complesso o più costoso che rinunciare all’aereo.
La vicenda ricorda quanto accaduto con i primi Boeing 787, costruiti prima che il progetto avesse raggiunto una configurazione stabile. Alcuni di quegli aeromobili richiesero interventi molto estesi e vennero soprannominati “Terrible Teens”. Anche nel caso del 777X, ogni esemplare può avere una storia produttiva diversa e richiedere un pacchetto specifico di modifiche.
La demolizione arriva mentre il programma continua ad accumulare ritardi e costi. Nell’ottobre 2025 Boeing ha registrato un nuovo onere da 4,9 miliardi di dollari, rinviando al 2027 la prima consegna del 777X. Gli oneri complessivi legati al programma hanno raggiunto circa 15 miliardi di dollari.
WH007 è soltanto un aereo e non cambia da solo il futuro commerciale del 777X. Mostra però quanto possa essere costoso costruire decine di aeromobili mentre il progetto e la certificazione sono ancora in evoluzione. Boeing non deve più soltanto completare i test e ottenere l’approvazione della FAA. Deve trasformare gli esemplari prodotti negli ultimi sette anni negli stessi aerei che, un giorno, le compagnie saranno disposte ad accettare.
The Flying Guru
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