Samaritan’s Purse è un’organizzazione cristiana evangelica fondata nel 1970 da Bob Pierce, con sede a Boone, nella Carolina del Nord. Da oltre cinquant’anni si occupa di fornire soccorso in situazioni di emergenza e disastri naturali, oltre a sostenere progetti a lungo termine legati alla salute, all’acqua, all’istruzione e allo sviluppo agricolo in alcune delle aree più povere del mondo. Il suo motto è semplice ma incisivo: Helping in Jesus’ Name. L’approccio è quindi dichiaratamente missionario e religioso, ma l’impatto logistico e operativo è di scala globale.
La ONG è guidata da Franklin Graham, figlio del noto predicatore Billy Graham, e nel corso degli anni è diventata una delle organizzazioni umanitarie cristiane più attive e strutturate a livello internazionale. È nota al grande pubblico soprattutto per il programma “Operation Christmas Child”, che distribuisce ogni anno milioni di pacchi dono a bambini in difficoltà, ma anche per il suo intervento in zone di guerra, epidemie e calamità naturali, come nel caso del terremoto di Haiti del 2010, della crisi dei rifugiati siriani o più recentemente durante l’emergenza COVID-19, con ospedali da campo allestiti anche in Italia, a Cremona.
Quello che distingue Samaritan’s Purse da molte altre ONG è il suo impegno diretto nella logistica aerea. L’organizzazione dispone infatti di una propria flotta di aeromobili, gestita dalla divisione Samaritan’s Purse Aviation, con cui trasporta attrezzature, medicinali, personale medico e volontari in ogni parte del mondo.
Per anni il fiore all’occhiello della flotta è stato un Douglas DC-8-72CF, cargo quadrimotore capace di raggiungere qualsiasi continente con carichi importanti. L’aereo, riconvertito e adattato per le missioni umanitarie, è stato il simbolo della rapidità di intervento dell’organizzazione, operando in aree critiche come l’Ucraina, l’Etiopia, l’India e il Sud America. Accanto al DC-8, Samaritan’s Purse ha utilizzato anche un Boeing 757-200PCF, versione convertita per il trasporto merci, altrettanto versatile e adatta a piste meno attrezzate.
Entrambi gli aerei sono stati spesso esposti al pubblico durante eventi aeronautici come l’EAA AirVenture di Oshkosh, dove l’organizzazione mostra non solo le sue capacità logistiche ma anche la dimensione tecnica e operativa di un intervento umanitario moderno.

Nel 2025, però, è stato annunciato un importante aggiornamento della flotta: il DC-8, entrato in servizio nel 1969 e operativo per l’ONG da circa due decenni, verrà ritirato dal servizio. A sostituirlo sarà un Boeing 767F, cargo widebody di nuova generazione, con maggiore capacità di carico e autonomia, ma soprattutto con costi di esercizio e impatto ambientale inferiori rispetto al vecchio quadrimotore.
La scelta del 767F rappresenta un passaggio di consegne anche simbolico: l’abbandono di un’icona dell’aviazione commerciale del secolo scorso in favore di una macchina più efficiente e moderna, per rispondere alle sfide crescenti poste dal cambiamento climatico, dalle crisi umanitarie e dalla crescente necessità di rapidità e flessibilità nelle risposte.
Oltre ai grandi jet, Samaritan’s Purse utilizza anche velivoli di piccole dimensioni per raggiungere aree remote, come i Cessna Grand Caravan o gli elicotteri. Ma è la combinazione tra fede, organizzazione e potenza logistica a rendere questa ONG unica nel suo genere: non si affida ad altri per spostare persone e beni, ma controlla direttamente l’intera catena del soccorso, dalla raccolta fondi al carico su pallet, dal decollo alla consegna nelle mani dei beneficiari.
The Flying Guru
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