Il traffico aereo globale passeggeri ha registrato ad aprile una flessione del 3,4% su base annua, primo arretramento dalla ripresa post-Covid del settore. A determinare il dato, secondo IATA, è stato soprattutto il Medio Oriente, dove il conflitto ha provocato un crollo del 46,6% della domanda per i vettori dell’area, trascinando verso il basso l’intero mercato.
I dati di aprile mostrano che i revenue passenger kilometres (RPK) mondiali sono diminuiti del 3,4%, mentre la capacità, misurata in available seat kilometres (ASK), è scesa del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Il load factor si è attestato all’83,1%, in calo di 0,4 punti percentuali. Oltre al Medio Oriente, solo il Nord America ha chiuso il mese in territorio negativo, con una riduzione della domanda dello 0,3%.
La componente internazionale ha sofferto maggiormente: la domanda è arretrata del 5,3%, a fronte di una capacità in calo del 5,1%. IATA sottolinea però che, escludendo il Medio Oriente, il traffico internazionale sarebbe cresciuto dell’1,9%.
Sul fronte domestico, la domanda è rimasta stabile mentre la capacità è aumentata dello 0,8%. “Il calo del 46,6% della domanda per i vettori del Medio Oriente a causa della guerra nella regione è stato così marcato da portare la domanda complessiva a -3,4%”, ha dichiarato il direttore generale di IATA, Willie Walsh.
Alla debolezza del traffico passeggeri si aggiunge la pressione dei costi: ad aprile il prezzo del jet fuel è più che raddoppiato, spingendo verso l’alto le tariffe.
I dati previsionali sugli operativi indicano inoltre un’offerta ridotta nei prossimi mesi, segnale che le compagnie stanno cercando di bilanciare carburante caro e domanda più debole.
Diverso il quadro del cargo aereo, con una crescita del 4% della domanda, misurata in cargo tonne-kilometres, nonostante una capacità in calo dello 0,4%. Walsh avverte però che le forti perturbazioni nei principali hub del Golfo continuano a ridisegnare le rotte commerciali e a limitare la capacità sui corridoi chiave, in un contesto che resterà esposto all’incertezza geopolitica e all’aumento dei costi operativi.
Foto in apertura: Autore sconosciuto su Rawpixel (licenza CC0 1.0, via Openverse).
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