La contesa non riguarda più solo rotte e incentivi, ma anche i nomi che volano sopra le fusoliere. Dalla Sardegna arriva infatti la diffida ufficiale dei liquidatori di Air Italy contro Aeroitalia, accusata di voler utilizzare il marchio senza alcuna autorizzazione.
Il messaggio è netto: “Il nome non si tocca. Non è stato ceduto, né concesso, né autorizzato”.
Il comunicato diffuso dalla società in liquidazione ribadisce che il portafoglio marchi di Air Italy è ancora pienamente tutelato e che l’uso da parte di terzi “non potrà essere interpretato come una continuità con le attività della compagnia olbiese”. I liquidatori, si legge, sono pronti a “intraprendere ogni opportuna iniziativa a tutela dei propri diritti e della propria immagine”.
Dall’altra parte, l’amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Intrieri risponde con tono deciso: «Io di marchi poco ne capisco, ma abbiamo avvocati tra i migliori d’Italia, e ci dicono che possiamo usarlo». Intrieri richiama anche il codice civile, secondo cui un marchio decade se non viene utilizzato per fini commerciali per più di cinque anni. “Così funziona la legge”, aggiunge, lasciando intendere che Aeroitalia si muoverà con cautela: “Il rebrand richiederà mesi, oggi siamo ancora Aeroitalia. Quando cambieremo nome, allora vedremo le reazioni di Olbia”.
La disputa arriva a distanza di alcuni mesi dalla sentenza del tribunale di Roma che ha imposto ad Aeroitalia di modificare nome e livrea, ritenuti troppo simili a quelli della defunta Alitalia, marchio oggi di proprietà di ITA Airways. Per la compagnia guidata da Intrieri, quindi, la scelta di Air Italy rappresenta una via di fuga da un precedente giudiziario, ma rischia di aprire un secondo fronte legale.
C’è da dire anche, che il 29 agosto scorso la stessa Aeroitalia contestualmente alla presentazione della registrazione del marchio “Air Italy”, ha depositato anche una richiesta per un nuovo nome: Fly Italic.

Vedremo come andrà…
The Flying Guru
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