American Airlines prepara un ordine widebody per rilanciare i ricavi premium

American Airlines prepara un ordine di aeromobili widebody entro il 2026, con Airbus e Boeing in gara. I nuovi jet sostituiranno gradualmente i Boeing 777-200ER e sosterranno la crescita dell’offerta premium sulle rotte internazionali.

American Airlines punta a colmare nel lungo periodo il divario di redditività che la separa da Delta Air Lines e United Airlines. La compagnia di Dallas Fort Worth intende farlo con una maggiore presenza nel segmento premium, investimenti nella regolarità operativa, nelle lounge aeroportuali e nel programma fedeltà. Sul tavolo c’è anche un nuovo ordine di aeromobili a lungo raggio, atteso entro il 2026, per avviare il ricambio dei Boeing 777-200ER più anziani della flotta.

L’amministratore delegato Robert Isom ha spiegato a CNBC che American non considera prioritario un aumento della scala operativa. Il piano punta piuttosto a migliorare la qualità dei ricavi e la capacità di attirare viaggiatori disposti a pagare tariffe più elevate. L’obiettivo dichiarato è ridurre il divario nei margini con i due principali concorrenti statunitensi, senza una scadenza definita.

I risultati del 2025 mostrano la distanza finanziaria tra i tre grandi vettori. United Airlines ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 3,4 miliardi di dollari, mentre Delta Air Lines ha registrato 5 miliardi di dollari. American Airlines ha invece riportato un utile di 111 milioni di dollari.

La strategia comprende un rafforzamento dell’offerta premium a bordo e a terra. American prevede di investire nelle cabine di maggiore valore, nelle sale lounge e nel programma AAdvantage, uno dei principali strumenti commerciali del gruppo. La compagnia vuole anche aumentare la performance nei mercati più competitivi, tra cui Los Angeles, Chicago O’Hare, Washington Dulles e New York JFK.

Il direttore finanziario Devon May ha indicato come parametro centrale la riduzione del divario nei ricavi e nei ricavi unitari rispetto a Delta e United. American mantiene una rete domestica molto ampia e hub centrati su Dallas Fort Worth, Charlotte, Miami, Chicago O’Hare, Philadelphia, Phoenix e Washington Reagan. La sfida riguarda la capacità di trasformare questa presenza in ricavi premium più consistenti, soprattutto sulle rotte corporate e internazionali.

American Airlines valuta Airbus e Boeing per i nuovi widebody

Isom ha confermato che American Airlines intende emettere nel 2026 un ordine per nuovi aeromobili widebody. Airbus e Boeing sono entrambe in gara. La compagnia non ha comunicato il numero di velivoli previsto, né i modelli oggetto della trattativa, ma il manager ha precisato che Airbus potrebbe assumere un ruolo rilevante nella futura flotta a doppio corridoio.

American opera oggi una flotta widebody interamente Boeing. Comprende Boeing 777-200ER, 777-300ER e 787 Dreamliner. L’eventuale ingresso di Airbus rappresenterebbe quindi un cambiamento significativo sul piano industriale, operativo e manutentivo. Tra i possibili candidati figurano l’Airbus A350-900 e i Boeing 787 di nuova produzione, mentre un’eventuale scelta del 777X dipenderebbe dalle esigenze di capacità sulle rotte di maggiore densità.

La compagnia ha già inviato una richiesta di proposte ad Airbus e Boeing. Le prime consegne sono previste nella prima metà o nella parte centrale del prossimo decennio. I nuovi aerei sostituiranno gradualmente i Boeing 777 200ER, che secondo i dati di ch aviation hanno un’età media superiore a 25,7 anni. Si tratta della tipologia più anziana dell’attuale flotta American, composta da 1.032 aeromobili.

Il rinnovo è destinato a incidere sulla rete intercontinentale della compagnia. I Boeing 777 200ER sono impiegati su collegamenti tra gli Stati Uniti, l’Europa, l’Asia, il Sud America e alcune destinazioni del Pacifico. Un nuovo widebody potrebbe offrire minori consumi, maggiore disponibilità operativa e una configurazione di cabina più adatta alla crescita della domanda premium.

Nessuna fusione tra American Airlines e United Airlines

Isom ha escluso anche la possibilità di una fusione con United Airlines. L’ipotesi era stata sollevata pubblicamente nei mesi scorsi dal dirigente di United Scott Kirby, ma American non ritiene che un’operazione di questo tipo possa ottenere l’autorizzazione delle autorità statunitensi. Secondo Isom, i confronti con consulenti, interlocutori istituzionali e rappresentanti politici hanno mostrato l’assenza di prospettive realistiche per un via libera, considerate le norme antitrust degli Stati Uniti e i precedenti del settore. American concentra quindi il proprio piano sulla crescita interna, sul miglioramento della redditività e sul ricambio della flotta a lungo raggio.

Foto in apertura: Mitchul Hope su Wikimedia (licenza CC BY-SA 2.0, via Openverse).

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