O’Leary rilancia: “Ryanair vuole i Boeing 737-10, non altri 8-200”

Michael O’Leary non perde occasione per scatenare nuove polemiche. L’amministratore delegato di Ryanair ha dichiarato che la compagnia non intende ordinare altri Boeing 737-8-200 e che l’unico modello su cui punta ora è il 737-10. Se Boeing non riuscirà a completare la certificazione del nuovo MAX-10, Ryanair non sarà disposta a farsi carico di ulteriori compromessi. L’ultima presa di posizione arriva dopo l’incontro dell’11 settembre tra il CFO Neil Sorahan e il team commerciale di Boeing, da cui sono arrivate le ultime novità sullo stato del processo di certificazione.

Dietro questa mossa c’è un intreccio che va oltre il semplice rinnovo di flotta. Boeing fatica a portare avanti l’iter di certificazione del MAX-10, un aereo che per Ryanair è cruciale: la versione più grande della famiglia consente di abbassare i costi unitari per posto e garantire margini migliori sul modello ultra-low cost. L’8-200, pur già operativo nella flotta del gruppo, non offre lo stesso potenziale. O’Leary lo considera ormai un piano B che non intende più accettare.

La vicenda si inserisce in una stagione di tensioni che vede il CEO di Ryanair protagonista di dichiarazioni sempre più aggressive. Negli ultimi mesi ha criticato le politiche ambientali europee, definendole obiettivi “morenti”, e ha denunciato la scarsa qualità delle consegne Boeing, arrivando a mandare ingegneri propri negli stabilimenti statunitensi dopo aver trovato utensili dimenticati dentro i nuovi aeromobili. Allo stesso tempo non ha esitato a lanciare attacchi a ministri e dirigenti aeroportuali, mantenendo la sua reputazione di voce fuori dal coro, spesso sopra le righe.

Il tema del 737-10 tocca però interessi più ampi. In un contesto di tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, O’Leary ha persino evocato la possibilità di rivolgersi in futuro a Comac, il costruttore cinese, se i ritardi di Boeing dovessero compromettere i piani di crescita di Ryanair. Come riportato da Business Insider, le minacce di cancellare ordini Boeing coincidono con le polemiche sui dazi lanciati dall’amministrazione Trump, che rischiano di trasformarsi in una nuova guerra commerciale. L’uscita su Comac è stata letta da molti come una provocazione, più che un’opzione reale, ma evidenzia quanto O’Leary sappia usare i riflettori per mettere pressione a Seattle.

Resta il nodo della certificazione. Boeing continua a ribadire di essere in linea con i requisiti FAA ed EASA, ma i ritardi accumulati non offrono certezze sui tempi.

Per Ryanair, che ha già costruito i propri piani di crescita sulle consegne del MAX-10, la partita è cruciale. O’Leary, con la sua consueta durezza, ha già fatto capire che non accetterà mezze misure. La sfida ora è tutta tra la sua impazienza e le capacità di Boeing di accelerare un percorso che si trascina da troppo tempo: la data di certificazione del MAX-10 adesso è slittata al 2026.

The Flying Guru

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