Il 21 luglio Michael O’Leary ha commentato i primi esiti dell’indagine sull’incidente del volo FR1879. Ryanair parla di oggetto estraneo ingerito dal motore durante il decollo da Salonicco, con la precisazione che non ci sono ancora certezze. Reuters ha battuto la dichiarazione. Alcune testate italiane l’hanno tradotta con “oggetto volante non identificato” e hanno iniziato a parlare di Ufo.
Il passaggio è breve e verificabile. O’Leary, parlando dopo la presentazione dei risultati del trimestre aprile-giugno, ha detto che le prime informazioni suggeriscono un danno al motore causato da un oggetto estraneo durante il decollo, ma che la compagnia non ne è certa e non può affermarlo con sicurezza. Ha aggiunto che l’aeromobile ha 18 anni, che il motore era stato sottoposto a revisione completa negli ultimi due anni e che una bozza di rapporto è attesa tra circa 28 giorni.
FOD è la sigla più comune del vocabolario aeronautico
Foreign Object Damage. Danno da oggetto estraneo. Indica il danneggiamento provocato da qualcosa che non appartiene al motore e che ci finisce dentro: un uccello, un frammento di pista, un pezzo di metallo abbandonato sul piazzale, ghiaccio, detriti sollevati dal getto. Gli aeroporti hanno procedure quotidiane di runway inspection proprio per raccogliere quel materiale. Esiste una letteratura tecnica sterminata sul tema, esistono i costi (miliardi di dollari all’anno per l’industria), esistono i programmi di prevenzione.
Nessuna delle definizioni contempla oggetti non identificati. “Foreign” qui significa estraneo al motore, non alieno alla Terra.
La distinzione è un’altra e conta molto: capire se il motore ha ingerito qualcosa dall’esterno oppure se ha ceduto per una causa interna. Nel primo caso la responsabilità si sposta verso la gestione dell’aeroporto e verso l’ambiente operativo. Nel secondo entra in gioco la catena progettazione, produzione, ispezione, manutenzione, con Boeing e CFM International sullo sfondo.

Cosa dice l’assurdo titolo del quotidiano italiano
“Non è stato il motore, ma un oggetto volante non identificato”. Il pezzo pubblicato il 21 luglio si chiede se dietro l’incidente ci sia un Ufo, un detrito spaziale fuori rotta o la prova di una presenza aliena nei cieli greci, per poi ammettere qualche riga dopo che l’ipotesi di O’Leary si muove sul confine della strategia di autodifesa commerciale.
Due errori sovrapposti. Il primo è la traduzione. Il secondo è la negazione del coinvolgimento del motore, che ribalta esattamente quello che è successo.
La dinamica accertata del volo FR1879
Il Boeing 737-800 marche 9H-QEU, operato da Malta Air per Ryanair, è decollato da Salonicco alle 6.12 locali del 10 luglio dalla pista 28, destinazione Memmingen. Sei minuti dopo, in salita verso i 15.000 piedi, il motore numero 2 (destro) ha subito quello che i dati e le immagini indicano come un cedimento non contenuto. I video diffusi mostrano pale del ventilatore mancanti e danneggiate e fori nella cappottatura.
I detriti hanno colpito la fusoliera e frantumato un finestrino della cabina. Decompressione rapida, maschere di ossigeno rilasciate, discesa immediata. Un passeggero serbo di 61 anni seduto accanto al finestrino è stato risucchiato con testa e spalle all’esterno. La cintura allacciata e le braccia della moglie e degli altri passeggeri lo hanno riportato dentro. È stato ricoverato per lesioni al collo e ustioni da sfregamento.
L’aereo è rientrato a Salonicco alle 7.09. L’indagine è guidata dall’NTSB statunitense secondo l’Annesso 13 ICAO, con la Macedonia del Nord registrata come stato dell’evento perché l’aereo sorvolava quel territorio.
Il motore ha ceduto. Su questo non ci sono ipotesi alternative in campo. La domanda aperta riguarda la causa del cedimento, non il fatto che sia avvenuto. Sostenere che “non è stato il motore” significa cancellare la sola parte accertata della vicenda.
Il precedente che rende la questione seria
Volo Southwest 1380, aprile 2018, Boeing 737-700 con motori CFM56-7B, la stessa famiglia di propulsori del 9H-QEU. L’NTSB accertò una cricca di fatica a basso numero di cicli su una pala del ventilatore. La pala si staccò, i carichi trasmessi alla cappottatura ne provocarono la disintegrazione parziale, i frammenti colpirono la fusoliera vicino a un finestrino. Decompressione rapida, una passeggera morta.
Quell’inchiesta portò a direttive di aeronavigabilità sulle ispezioni a ultrasuoni delle pale del ventilatore dei CFM56-7B, applicate a migliaia di motori. È la ragione per cui la distinzione tra ingestione esterna e cedimento interno non è una sfumatura lessicale. Se a Salonicco il punto di partenza fosse una cricca, si riaprirebbe un capitolo che l’industria considerava chiuso.
Perché O’Leary lo dice ora
L’ipotesi FOD arriva prima di qualunque rapporto ufficiale, in una conference call sui conti trimestrali, dalla bocca dell’amministratore delegato del vettore coinvolto. Non è una conclusione investigativa. È la lettura preliminare della parte interessata, comunicata in un contesto in cui contava rassicurare il mercato sull’età della flotta e sulla qualità della manutenzione.
Se il danno risultasse causato da un oggetto esterno, l’esposizione di Ryanair e di Boeing si alleggerirebbe. Reuters lo ha scritto esplicitamente. È l’informazione con il maggior valore giornalistico della giornata ed è quella che nessun titolo sugli Ufo ha raccolto.
The Flying Guru
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