Singapore Airlines in perdita nonostante ricavi record: pesano i costi del carburante

Singapore Airlines registra una perdita netta di S$76 milioni nel primo trimestre 2026. I ricavi raggiungono livelli record, ma l'aumento del 78,5% dei costi netti del carburante, legato alle tensioni in Medio Oriente, pesa sui conti del gruppo.

Il gruppo Singapore Airlines ha chiuso il primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026 con una perdita netta di S$76 milioni, pari a US$59 milioni, nonostante ricavi record per S$5,71 miliardi. Il risultato, relativo al trimestre concluso il 30 giugno 2026, segna un’inversione rispetto all’utile di S$186 milioni registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. A incidere è stato soprattutto l’aumento dei costi del carburante, cresciuti dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente il 28 febbraio 2026.

I ricavi del gruppo sono aumentati del 19,3% su base annua e hanno raggiunto il livello più alto mai registrato da Singapore Airlines. Il comparto passeggeri ha generato S$4,58 miliardi, in crescita del 18,6%. Singapore Airlines e la controllata low cost Scoot hanno trasportato insieme 10,9 milioni di passeggeri, il 6,3% in più rispetto al trimestre corrispondente dell’anno precedente. I rendimenti passeggeri sono saliti del 12%.

Anche l’attività cargo ha registrato una crescita rilevante. I ricavi del trasporto merci sono aumentati del 33,5%, fino a S$708 milioni. Il risultato riflette tariffe cargo più elevate e un incremento del fattore di riempimento degli aeromobili impiegati sulle rotte merci.

La crescita dei ricavi non è bastata a compensare il balzo delle spese. I costi complessivi del gruppo sono aumentati del 27,9%, raggiungendo S$5,61 miliardi. La componente più pesante è stata quella del carburante: i costi netti sono saliti di S$991 milioni, equivalenti a US$763 milioni, con un incremento del 78,5%.

Singapore Airlines ha collegato l’aumento alla crisi in Medio Oriente. Le quotazioni del jet fuel tendono a riflettere le tensioni dei mercati con un certo ritardo e il gruppo ha avvertito con maggiore intensità l’impatto nel trimestre terminato a giugno. Prima delle coperture finanziarie, il costo del carburante è più che raddoppiato.

Le operazioni di copertura sui prezzi del carburante hanno attenuato una parte dell’impatto. I contratti di hedging, che consentono di fissare in anticipo il prezzo di una quota dei consumi, hanno trasformato una perdita registrata nel 2025 in un guadagno nel 2026. L’effetto non ha però compensato il rincaro complessivo del carburante.

L’utile operativo si è quindi ridotto del 73,8%, passando da S$405 milioni a S$106 milioni, pari a US$82 milioni. Il risultato finale è stato aggravato da una quota più elevata delle perdite di Air India, compagnia nella quale Singapore Airlines possiede una partecipazione del 25,1%. Il minore carico fiscale ha limitato solo in parte l’impatto sul conto economico.

La posizione finanziaria del gruppo resta ampia. Al 30 giugno Singapore Airlines disponeva di S$9,10 miliardi in liquidità e depositi bancari, in aumento di S$1,17 miliardi rispetto al trimestre precedente. A questa cifra si aggiungono S$1,38 miliardi in depositi fissi a più lunga scadenza e S$3,24 miliardi in linee di credito non utilizzate.

Il patrimonio netto attribuibile agli azionisti era pari a S$16,59 miliardi, in lieve calo rispetto a 3 mesi prima. Il rapporto tra debito e patrimonio netto è passato da 0,62 a 0,65. Il dato risente anche dell’emissione di una nuova obbligazione quinquennale denominata in yuan cinesi.

Durante il trimestre il gruppo ha proseguito l’espansione della rete. Scoot ha inaugurato i collegamenti diretti da Singapore verso Belitung e Pontianak, in Indonesia. Singapore Airlines ha avviato invece un servizio giornaliero per Hangzhou, nella Cina continentale. Alla fine di giugno la rete combinata delle 2 compagnie raggiungeva 137 destinazioni in 36 Paesi e territori.

Sul mercato europeo Singapore Airlines ha aumentato le frequenze verso Londra Gatwick e Manchester per la stagione estiva. La compagnia ha anche annunciato l’apertura di una rotta per Madrid con 5 frequenze settimanali da ottobre. La capitale spagnola diventerà la 15ª destinazione europea servita dal vettore.

In Australia sono previsti nuovi voli per Adelaide e l’avvio, entro la fine dell’anno, di un collegamento giornaliero verso il nuovo aeroporto Western Sydney International Airport. L’espansione coincide con una fase di domanda sostenuta, ma le operazioni in Medio Oriente restano condizionate dalla situazione regionale.

Scoot ha ripreso i voli per Jeddah, in Arabia Saudita, nel mese di giugno, ma li ha nuovamente sospesi a metà luglio dopo l’escalation del conflitto. Restano sospesi anche i collegamenti di Singapore Airlines per Dubai. Il debutto della rotta verso Riyadh è stato rinviato a dicembre.

Singapore Airlines prevede una domanda passeggeri ancora solida nella seconda parte dell’anno. Il traffico cargo continua a essere sostenuto dalle spedizioni legate ai semiconduttori e ai data center. Il gruppo segnala però che un prolungamento del conflitto in Medio Oriente potrebbe mantenere elevati i prezzi del carburante e creare difficoltà nelle catene di approvvigionamento e negli scambi commerciali.

La strategia del gruppo punta sulla struttura a doppio marchio, con Singapore Airlines e Scoot impiegate per adeguare capacità e offerta ai cambiamenti della domanda. Restano in programma gli investimenti nei nuovi aeromobili, nelle lounge aeroportuali e nel rinnovamento dell’esperienza di bordo, previsto entro la fine del 2026.

Foto in apertura: mailer_diablo su Wikimedia (licenza CC BY-SA 3.0, via Openverse).

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