Plus Ultra, 530.000 euro per il salvataggio: i dirigenti chiamano in causa Zapatero

La compagnia spagnola Plus Ultra è al centro del dibattito sul finanziamento pubblico da 53 milioni ricevuto durante la pandemia. Il dossier richiama anche l'ex premier José Luis Rodríguez Zapatero e i collegamenti tra Madrid e l'America Latina.

Non una commissione parlamentare, ma una provvigione da 530.000 euro legata al salvataggio pubblico di Plus Ultra. È questo il passaggio contenuto negli scritti presentati all’Audiencia Nacional dal presidente della compagnia Julio Martínez Sola e da Roberto Roselli, amministratore delegato e direttore finanziario all’epoca dei fatti. I 2 dirigenti, entrambi indagati, hanno ricostruito le trattative che precedettero il finanziamento da 53 milioni di euro concesso nel marzo 2021 attraverso il fondo spagnolo per la solvibilità delle imprese strategiche, gestito dalla SEPI. Nelle loro dichiarazioni chiamano in causa José Luis Rodríguez Zapatero, ma ammettono di non avere prove dirette delle eventuali pressioni esercitate dall’ex presidente del governo sugli organismi incaricati di approvare l’intervento.

Secondo il racconto di Martínez Sola, il primo contatto con Zapatero risalirebbe al 30 aprile 2020, quando Plus Ultra cercava finanziamenti per affrontare il blocco del traffico aereo provocato dalla pandemia. Durante una telefonata durata circa 10 minuti, Zapatero avrebbe spiegato che il proprio intervento poteva essere utile e avrebbe indicato come interlocutore Julio Martínez Martínez, imprenditore a lui vicino e amministratore della società di consulenza Análisis Relevante.

Martínez Sola precisa che durante quella conversazione non vennero richiesti compensi. La compagnia avrebbe compreso solo nelle settimane successive che le attività di intermediazione sarebbero state remunerate. Plus Ultra firmò nel luglio 2020 un primo contratto di consulenza con Análisis Relevante da 5.000 euro al mese, oltre all’IVA.

Nel gennaio 2021 venne predisposto un secondo accordo con Idella Consulenza Estratégica, altra società collegata a Julio Martínez Martínez. Il compenso dipendeva dall’esito della domanda presentata alla SEPI: l’1% più IVA dell’aiuto ottenuto. Con un finanziamento da 53 milioni di euro, il valore complessivo avrebbe raggiunto circa 641.300 euro.

Il contratto non venne formalizzato nella forma inizialmente prevista. I dirigenti sostengono però che Plus Ultra pagò complessivamente 530.000 euro attraverso Análisis Relevante, Voli Analítica e IOT Domotic Europe, tutte riconducibili a Martínez. Nel calcolo sarebbero stati inseriti anche 46 biglietti in classe business, valutati circa 69.000 euro. La somma finale corrispondeva all’1% dei 53 milioni ricevuti dal fondo pubblico.

Gli scritti non chiariscono quale parte delle somme sia eventualmente arrivata a Zapatero. Martínez Sola e Roselli affermano di avere ritenuto che l’ex presidente e Martínez volessero essere remunerati per le loro attività, ma dichiarano di non conoscere gli accordi intercorsi tra i 2. Non dispongono neppure, secondo quanto ammesso negli stessi documenti, di elementi certi sulle iniziative concretamente svolte da Zapatero presso la SEPI.

Zapatero ha respinto le accuse. Davanti al giudice ha negato di essere intervenuto per favorire il salvataggio, di avere contattato dirigenti della SEPI o componenti del governo e di avere avuto conoscenza del contratto che prevedeva la commissione dell’1%. Ha sostenuto che i compensi ricevuti dalla società Análisis Relevante riguardavano regolari attività di consulenza e che erano stati dichiarati al fisco.

Il finanziamento a Plus Ultra venne approvato dal Consiglio dei ministri il 9 marzo 2021. Era composto da un prestito ordinario da 19 milioni di euro e da un prestito partecipativo da 34 milioni. La concessione fu esaminata, tra gli altri, dal Tribunal de Cuentas, dagli organismi contabili spagnoli e dalla Commissione europea. Secondo la documentazione riportata da El País, questi controlli non rilevarono irregolarità nel procedimento di approvazione dell’aiuto.

L’inchiesta dell’Audiencia Nacional spagnola riguarda invece la possibile esistenza di un sistema di influenze e pagamenti collegato alle pratiche che portarono al salvataggio. Il giudice José Luis Calama ha convocato Martínez Sola e Roselli per il 7 e l’8 settembre. Entrambi hanno lasciato i rispettivi incarichi in Plus Ultra pochi giorni dopo la presentazione degli scritti.

La compagnia sta intanto negoziando con la SEPI un nuovo piano di rimborso, dopo il mancato pagamento della prima scadenza relativa al prestito ordinario da 19 milioni di euro. La vicenda giudiziaria resta distinta dalle verifiche sulla restituzione del finanziamento, ma riporta al centro dell’attenzione uno dei salvataggi più contestati concessi in Spagna durante la pandemia.

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