TAP Air Portugal ha avviato il 17 e 18 giugno una serie di incontri con gli investitori per raccogliere 300 milioni di euro attraverso un’obbligazione a 5 anni con rating speculativo. L’operazione si inserisce in una fase delicata per il vettore di Lisbona, mentre il governo portoghese lavora alla privatizzazione parziale della compagnia e punta a chiudere la vendita del 49,9% del capitale entro la metà del 2027.
Sul dossier restano in corsa Air France KLM e Lufthansa. La scelta dell’acquirente, secondo il calendario indicato da Lisbona, dovrebbe arrivare entro settembre 2026. La cessione riguarda una quota di minoranza, ma ha un peso strategico rilevante per il posizionamento di TAP nel traffico europeo e soprattutto nei collegamenti tra il Portogallo, il Brasile, il Nord America e l’Africa lusofona.
La raccolta sul mercato obbligazionario offre un’indicazione sul fabbisogno finanziario della compagnia in una fase di transizione. Un’emissione con profilo speculativo comporta in genere un costo del capitale più elevato rispetto a un bond investment grade. Per TAP questo passaggio serve a rafforzare la liquidità e a sostenere la gestione operativa in attesa dell’ingresso di un partner industriale.
TAP mantiene un ruolo centrale all’aeroporto di Lisbona, dove concentra la gran parte del proprio network e delle connessioni di lungo raggio. Il vettore è uno dei principali operatori tra Europa e Brasile per numero di destinazioni servite. La compagnia presidia anche i flussi verso il Nord America, con rotte su città come Newark, Boston, Miami, Washington e San Francisco, oltre ai mercati africani di lingua portoghese. Questo profilo rende TAP un asset di interesse per i grandi gruppi europei che cercano capacità aggiuntiva nel lungo raggio e accesso a mercati dove la crescita resta sostenuta.
Sul piano industriale, l’integrazione con Air France KLM o Lufthansa produrrebbe effetti diversi sul network. Air France KLM potrebbe valorizzare le sinergie sui flussi transatlantici e sull’asse Europa America Latina. Lufthansa guarderebbe con attenzione al rafforzamento del proprio portafoglio multi hub, già costruito attorno a Francoforte, Monaco, Zurigo, Vienna, Bruxelles e Roma. In entrambi i casi, TAP porterebbe in dote slot, traffico in connessione e una posizione consolidata a Lisbona e Porto.
La flotta della compagnia è composta in prevalenza da aeromobili Airbus. Nel corto e medio raggio opera con A320ceo, A320neo, A321ceo, A321neo e A321LR. Sul lungo raggio utilizza A330 200, A330 900neo e A321LR per alcune rotte con domanda intermedia. Questa struttura consente una certa flessibilità nella gestione della capacità, con particolare attenzione ai mercati atlantici dove la stagionalità incide sui ricavi e sull’impiego degli aeromobili.
Il processo di privatizzazione di TAP si muove in un quadro europeo dove i grandi gruppi cercano crescita per linee esterne, ma devono confrontarsi con vincoli regolatori, disponibilità limitata di slot e congestione infrastrutturale. Lisbona è uno scalo con forte pressione sulla capacità e questo aumenta il valore industriale della compagnia. La quota del 49,9% lascia al governo portoghese una presenza rilevante nel capitale, almeno nella prima fase dell’operazione.
Per il mercato, i prossimi passaggi saranno due: l’esito della raccolta da 300 milioni e la selezione del partner tra Air France KLM e Lufthansa entro il 2026. TAP resta al centro di una partita che riguarda finanza, rete e accesso ai mercati atlantici.
Foto in apertura: BriYYZ su Wikimedia (licenza CC BY-SA 2.0, via Openverse).
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