L’ultimo volo passeggeri da Manston è decollato nel 2014, destinazione Amsterdam. Da allora il sedime di circa 2,8 km² sull’isola di Thanet, nel Kent, ha fatto da parcheggio per camion durante le crisi doganali post Brexit, da set cinematografico e da spazio per eventi aeronautici. RiverOak Strategic Partners (RSP), proprietaria del sito dal 2019, indica ora l’inizio del 2029 come data operativa per la riapertura di Manston Airport, che dovrebbe tornare in attività come hub cargo internazionale prima che come scalo passeggeri.
Il percorso autorizzativo è stato lungo. Nel 2020 il governo britannico ha concesso il Development Consent Order, l’autorizzazione statale prevista nel Regno Unito per le grandi opere infrastrutturali (l’equivalente, in sostanza, di un decreto di approvazione del progetto che scavalca l’iter urbanistico ordinario). Una versione aggiornata è stata approvata nell’agosto 2022, dopo diversi ricorsi legali promossi dagli oppositori del progetto.
A gennaio 2026 RSP ha ufficializzato lo slittamento della riapertura al 2029 (l’obiettivo precedente era il 2028, e prima ancora il 2025), citando la complessità del lavoro di pianificazione, l’aumento dei costi delle opere e la turbolenza dei mercati finanziari. I numeri raccontano la stessa storia: il piano originale valeva 400 milioni di sterline, la stima è salita a 660 milioni nel 2025 e oggi la proiezione tocca i 750 milioni. La società ha dichiarato di essere in trattativa finale con un partner di finanziamento europeo, di cui non ha reso nota l’identità.
Il passaggio più recente riguarda lo spazio aereo. Prima di riaprire, Manston deve ottenere dalla CAA (l’autorità dell’aviazione civile britannica, omologa della nostra ENAC) l’approvazione delle nuove rotte e procedure di volo. Tra il 16 marzo e il 22 giugno 2026 si è svolta la consultazione pubblica prevista da questo iter, con la presentazione dei tracciati a residenti e stakeholder di Ramsgate, Herne Bay e delle comunità circostanti, chiamati a esprimersi su rumore e sorvoli. La consultazione è chiusa, RSP sta analizzando le risposte e pubblicherà un rapporto con gli esiti prima di sottoporre il disegno finale dello spazio aereo alla CAA.
Manston Airport, prima il cargo, poi i passeggeri
Il valore dell’asset sta in una caratteristica fisica: la pista di Manston è tra le più lunghe e larghe del Regno Unito, eredità del passato da stazione della Royal Air Force attiva dal 1916. Il modello di business prevede nel primo anno di operatività esclusivamente movimenti cargo, con l’obiettivo di arrivare a regime a circa 1 milione di tonnellate di merci all’anno: deperibili, farmaceutici, carichi fuori sagoma, express, auto di Formula 1, animali vivi. RSP presenta lo scalo come alternativa concreta agli aeroporti londinesi congestionati per gli operatori all cargo. Terminal passeggeri e piazzole sono da ricostruire integralmente.
I voli passeggeri arriveranno solo diversi anni dopo l’avvio delle operazioni. Nessuna compagnia ha finora espresso un interesse formale per Manston. Tony Freudmann, direttore di RSP, ha indicato che vettori come Jet2 e TUI prediligono aeroporti regionali di questo tipo, ma si tratta di una valutazione della proprietà, non di un impegno commerciale.
I titoli della stampa britannica sui futuri voli low cost verso l’Europa vanno quindi letti per quello che sono: una prospettiva di lungo periodo, condizionata all’approvazione della CAA, al completamento della ricostruzione e alla tenuta finanziaria di un progetto il cui costo è quasi raddoppiato in pochi anni.
The Flying Guru
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