Dall’8 settembre 2026 la movimentazione merci di Amazon non passa più da Malpensa. La commessa del vettore Amazon Prime Air si sposta all’aeroporto di Brescia Montichiari, e con lei cambia anche l’operatore di handling. Al posto di MLE (Malpensa Logistica Europa, gruppo Bcube), che oggi assiste i voli Amazon allo scalo varesino, subentra GDA Handling, già attivo su quello bresciano. L’ultimo giorno di MLE a Malpensa sarà il 7 settembre. Il giorno dopo si comincia a Brescia.
La notizia nasce da una comunicazione che MLE ha inviato a GDA Handling, a ENAC, a SEA, ad Amazon e ai sindacati, anticipata da Air Cargo Italy. Si parla di 38 voli cargo a settimana in trasferimento (dato riportato da QuiBrescia) e di circa 200 persone che oggi lavorano sulla commessa Amazon a Malpensa.
Amazon ha diffuso una nota in cui descrive lo spostamento come parte della periodica revisione della propria rete logistica, pensata per servire meglio i clienti. Sul personale l’azienda prende invece le distanze: le attività di movimentazione, spiega, sono affidate a fornitori terzi indipendenti, che gestiscono i propri dipendenti. Si limita ad auspicare che nella transizione vengano rispettate le tutele del contratto collettivo nazionale applicabile.
Perché i 200 lavoratori rischiano il posto
Il nodo è qui. Le circa 200 persone sono dipendenti di MLE e lavorano a Malpensa. Quando la commessa Amazon lascia lo scalo, MLE perde il lavoro che quelle persone svolgono, ma i dipendenti restano suoi. Non è automatico che GDA Handling, che a Brescia prende in carico l’attività, li assuma. E anche in caso di passaggio, significherebbe trasferirsi a Montichiari, a oltre 100 chilometri da Malpensa.
Il contratto nazionale del Trasporto Aereo prevede una clausola sociale, cioè la garanzia che il personale passi all’operatore subentrante quando cambia l’appalto. La clausola è pensata però per i cambi di handler sullo stesso aeroporto. Qui l’attività non cambia solo gestore, cambia non solo scalo ma anche provincia, e la sua applicazione diventa incerta. Per questo i sindacati chiedono un incontro urgente: vogliono sapere se e come la clausola verrà applicata, e cosa accadrà a chi non seguirà la commessa a Brescia. Lo scenario che temono è quello degli esuberi.
La procedura di raffreddamento e la mossa dei sindacati
Le segreterie regionali e territoriali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo hanno formalizzato la richiesta di confronto con le aziende coinvolte. Il sindacalismo di base si è mosso prima. Cub Trasporti ha chiesto alla prefettura di Varese di aprire la “procedura di raffreddamento”, ovvero il tentativo obbligatorio di conciliazione che la legge impone prima di poter proclamare uno sciopero nei servizi pubblici essenziali. È il primo atto formale verso l’agitazione.
Amazon Air arretra in Europa, e Malpensa era il suo primo scalo
Un dato aiuta a leggere la scala della mossa. Un report del Chaddick Institute for Metropolitan Development (DePaul University di Chicago), pubblicato nel marzo 2024, misurava la rete europea di Amazon Air in forte arretramento: da 39,4 voli medi al giorno all’inizio del 2022 a 15,1 all’inizio del 2024, con un calo del 37,5% sull’anno precedente. Nello stesso periodo il network nordamericano cresceva dell’1,5%, con l’azienda che abbandonava sei scali per concentrarsi sugli hub. La chiusura più pesante in Europa era stata quella dell’hub di Lipsia Halle, nell’ottobre 2023.
Dentro questa contrazione Malpensa restava il primo aeroporto europeo di Amazon Air per voli giornalieri, 5,4 al giorno a inizio 2024, davanti a Hannover (5,1). Un ridimensionamento rispetto ai 12 voli quotidiani del picco 2021, quando lo scalo varesino era secondo in Europa proprio dietro Lipsia.
Il confronto con oggi è quasi esatto. I 38 voli settimanali in trasferimento a Brescia equivalgono a circa 5,4 al giorno, la stessa operatività che il report attribuiva a Malpensa a inizio 2024. A Montichiari si sposterebbe l’intero nodo Amazon di Malpensa, quello che due anni fa risultava il più servito del continente.

Il primato riguardava i voli, misura diversa dal tonnellaggio. Amazon Air impiega aeromobili più piccoli dei grandi cargo intercontinentali che affollano Malpensa, e il suo peso sulle tonnellate complessive di merci dello scalo resta limitato. Sui volumi la perdita per Malpensa è marginale. Sul numero di collegamenti Amazon era in cima alla classifica europea dello scalo.
Cosa cambia per Malpensa e per il cargo Amazon a Brescia
Sul perché la scelta sia caduta su Brescia, la ricostruzione che circola parla di un’offerta economica di GDA Handling molto più bassa delle condizioni in essere con MLE Bcube. Per Malpensa la perdita, in termini di volumi, è marginale. Nel 2025 lo scalo ha movimentato 764.171 tonnellate di merci (dati ENAC), il 61,6% del cargo aereo italiano, in crescita del 4,3%. La quota Amazon è una frazione ridotta di questo totale, anche perché il tonnellaggio Amazon a Malpensa non è un dato pubblico. A Malpensa la vicenda pesa soprattutto sul piano occupazionale.
A Brescia il discorso è diverso. Montichiari ha chiuso il 2025 a 31.411 tonnellate, in calo del 18,6% dopo un 2024 in crescita (38.600 tonnellate). Per uno scalo di queste dimensioni, 38 voli Amazon a settimana valgono molto.
Il D’Annunzio è dal 2018 l’hub di Poste Air Cargo, la compagnia del gruppo Poste Italiane, e riceve da novembre dello stesso anno i voli di DHL. Un accordo tra Poste Italiane e Amazon alimenta già oggi parte del suo traffico merci. Amazon arriva su un aeroporto che ruota attorno alla logistica postale e al commercio elettronico, con un cargo center aperto 24 ore su 24 e collegamento diretto alle autostrade A4, A21 e A35.
Sullo sfondo c’è il masterplan approvato in via definitiva nel maggio 2025, dopo otto anni di iter. Il piano vale circa 100 milioni di euro e punta a raddoppiare i volumi cargo entro il 2030, con nuovi magazzini. Gli obiettivi dichiarati dalla proprietà arrivano a circa 430.000 tonnellate di merci. Lo scalo è gestito dalla Catullo (Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca), controllata dal gruppo Save di Enrico Marchi, che possiede anche Venezia, Treviso e Verona.
The Flying Guru
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