Boeing non ha riscontrato anomalie nell’interruttore di controllo del carburante (fuel control switch) del Boeing 787 di Air India rimasto a terra dopo la segnalazione dei piloti su un volo Londra-Bengaluru. Lo ha comunicato il governo indiano alla Rajya Sabha (la camera alta del Parlamento) lunedì 27 luglio, precisando però che l’ispezione dell’intero modulo di controllo della spinta (thrust control module) è ancora in corso presso lo stabilimento del costruttore a Seattle.
Il Directorate General of Civil Aviation (DGCA), l’autorità indiana dell’aviazione civile, aveva disposto verifiche a livello di costruttore sul meccanismo di blocco degli interruttori. L’esame ha riguardato anche l’integrità strutturale dei fermi (detent) che trattengono la leva nella posizione selezionata. Nessuna anomalia, secondo il ministero: ma il controllo del modulo completo prosegue, e la parte già chiusa riguarda solo l’interruttore, non l’intero gruppo.
La segnalazione risale a febbraio 2026, 8 mesi dopo il disastro di Ahmedabad. Sul volo AI132 Londra-Bengaluru, durante l’avviamento del motore, l’equipaggio aveva notato che uno dei due interruttori non restava saldamente agganciato in posizione “run” quando veniva applicata una leggera pressione verticale. Solo al terzo tentativo la leva si era bloccata correttamente. Il volo era proseguito senza altri inconvenienti. All’arrivo a Bengaluru i piloti avevano annotato l’osservazione nel rapporto di difetto post-volo, Air India aveva messo l’aereo a terra e trasmesso il caso a Boeing.
Gli interruttori del carburante sono al centro anche dell’inchiesta sul volo AI171. Il 12 giugno 2025 un Boeing 787-8 diretto a Londra Gatwick si era schiantato circa 33 secondi dopo il decollo da Ahmedabad, precipitando su un edificio del BJ Medical College and Hospital. A bordo c’erano 242 persone: una sola è sopravvissuta. Sul terreno sono morte 19 persone. Il bilancio complessivo è di 260 vittime.
Il rapporto preliminare dell’Aircraft Accident Investigation Bureau (AAIB), pubblicato nel luglio 2025, aveva rilevato che i due interruttori erano passati da “run” a “cutoff” a meno di un secondo l’uno dall’altro, spegnendo entrambi i motori. Nella registrazione dei suoni in cabina uno dei piloti chiede all’altro perché avesse tagliato l’alimentazione: l’altro risponde di non averlo fatto. Circa 10 secondi più tardi gli interruttori tornano su “run”. Un motore avvia il recupero, l’altro non riparte.
L’interrogazione alla Rajya Sabha chiedeva anche se la condotta dei piloti rientri tra le cause esaminate, come riferito da parte della stampa internazionale, e perché il rapporto finale non fosse ancora stato pubblicato a oltre un anno dall’incidente. Il governo ha risposto che tutte le probabili cause e i fattori concomitanti sono in fase di accertamento, e che non vi è alcun ritardo: i tempi di un’indagine su un incidente grave, ha aggiunto, non sono prevedibili.
Sul calendario dell’inchiesta il quadro si è precisato rispetto alle prime stime. In un deposito alla Corte Suprema, a metà luglio, l’AAIB ha indicato che la raccolta delle prove è sostanzialmente conclusa e che l’indagine è entrata nella fase analitica. La bozza del rapporto finale è attesa intorno a ottobre 2026 (prima settimana, secondo alcune ricostruzioni), da presentare in busta sigillata. La Corte non ha ordinato la diffusione della trascrizione del registratore vocale di cabina, che resta riservata. Il ricorso che ha spinto queste precisazioni è stato presentato da Pushkaraj Sabharwal, padre del comandante Sumeet Sabharwal, ai comandi dell’aereo, insieme alla Federation of Indian Pilots, che aveva contestato la ricostruzione con cui parte della stampa internazionale aveva attribuito al comandante il gesto sugli interruttori.
The Flying Guru
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